La primavera scorsa, milioni di italiani hanno seguito il doppio confronto in tv tra il candidato della destra e quello della sinistra, Berlusconi e Prodi, a presiedere il nuovo governo italiano. Sui dettagli tecnici si sono sentite alcune differenze: l’uno proponeva di abbassare del 5% le tasse sul lavoro dipendente attraverso la riduzione del “cuneo fiscale”, l’altro invece proponeva di ridurre le tasse sulla casa con l’abolizione dell’Ici. Ma sul piano della proposta economica generale non c’era alcuna differenza: sia la destra sia la sinistra mettevano, e mettono, al primo posto la ripresa della “crescita economica”, indicata col Pil, il Prodotto interno lordo.
Sono passati quasi vent’anni dal Convegno che organizzammo a Verona (Alex Langer, Wolfgang Sachs, Giannozzo Pucci, Mao Valpi…
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