La conversione ecologica
“Conversione ecologica” è un’espressione coniata negli anni Ottanta da Alexander Langer, un profeta del pensiero e dell’azione ecologista. Come ricorda Guido Viale, “Alex sosteneva di preferire il termine conversione a parole come rivoluzione, riforma, svolta o ristrutturazione: non solo perché queste parole sono logore, ma perché il termine conversione rimanda sia alla trasformazione – macro – del contesto sociale che a quella – micro – delle coscienze e dei comportamenti individuali”.
In questo dossier cerchiamo di tenere insieme la dimensione etica e personale con quella politica e globale. Non ci illudiamo di aver confezionato un progetto capace di affrontare una tematica tanto complessa. Sono solo indicazioni di lavoro, frammentarie, che però tentano di suggerire percorsi in una congiuntura – nazionale e globale – piuttosto confusa.
Anzitutto a livello etico, alimentato, per i cristiani, dalla fede, che oggi non può non declinarsi anche con il tema cruciale dei beni comuni. Quindi a livello politico globale, dove non possiamo non registrare l’impotenza dei potenti nel fallimento della Conferenza dell’Onu Rio + 20; ma dove scorgiamo anche segni di speranza provenienti da popoli, le cui pratiche ecologiche dimostrano qualche efficacia.
Non poteva mancare un accenno al nostro paese, attraversato da una crisi profonda, dove i passi da compiere vanno ponderati con grande cura, evitando quelli falsi, che ci riportano indietro, e compiendo invece quelli giusti che possono aprire un futuro di riconciliazione tra gli umani e con l’ambiente che li ospita.









