INSEGNACI A PREGARE / LA PREGHIERA NELL’OPERA LUCANA
Come già per le precedenti pubblicazioni di Augusto Barbi, il recente volume Insegnaci a pregare (Lc 11,1). La funzione edificante e storico salvifica nell’opera lucana costituisce un pregevole contributo alla ricerca esegetica e teologica per chiunque desideri approfondire la conoscenza del Vangelo di Luca e degli Atti degli apostoli.
Il pregio dell’opera è duplice: da un lato essa è in grado di conciliare serietà scientifica e accessibilità anche da parte dei non addetti ai lavori, consentendone così un’ampia divulgazione; dall’altro il volume di Barbi offre uno studio complessivo ed esaustivo del tema della preghiera all’interno della duplice opera lucana.
Il rigore metodologico emerge fin dalle prime pagine dell’opera con l’individuazione del “principio euristico” che ne guiderà l’intero svolgimento: considerare il ruolo della preghiera in relazione all’avvicendamento delle diverse fasi della “storia della salvezza”, così come vengono articolate dall’evangelista Luca lungo l’arco del disegno teologico della sua opera.
In tale prospettiva, risulta evidente che la preghiera segue gli snodi più rilevanti della storia narrata, mostrando in maniera convincente che Dio rivela il disegno della propria volontà a tutti coloro che, aprendosi a lui nella preghiera, invocano la grazia e la forza per attuarla con fedeltà assoluta e speranza incrollabile.
Ciò vale anzitutto per Gesù, che nel Vangelo viene rappresentato come l’Orante per eccellenza. Sono pochi i passi in cui l’evangelista concede ai lettori di conoscere il “contenuto” delle preghiere del Maestro. Molti di più sono quelli in cui Gesù viene descritto nell’atto di pregare, soprattutto in luoghi deserti, lontano dal rumore del mondo e dal clamore suscitato dalle folle.
Passo dopo passo, il lettore del terzo Vangelo comprende che Gesù ha potuto conoscere e attuare la volontà del Padre proprio grazie all’esperienza della preghiera, esperienza che ha accompagnato i momenti decisivi della sua esistenza e della sua missione: si pensi alla preghiera in occasione del battesimo, della scelta dei Dodici, dell’agonia sul monte degli Ulivi e sulla croce, solo per citare alcuni esempi.
Ancora, risulta evidente che dalla prassi orante di Gesù ha preso avvio e si è modellata la preghiera dei discepoli, atteggiamento che trova un’ampia gamma di esemplificazioni nel libro degli Atti. Dalla seconda opera del dittico lucano si evince che la preghiera, oltre che svelare ai credenti il disegno di Dio e infondere nei loro cuori la forza per attuarlo, costituisce un indispensabile antidoto per neutralizzare la delusione e lo scoraggiamento che possono insorgere lungo i sentieri della storia.
Senza ombra di dubbio quest’ultimo dato conferma la perenne attualità di un’opera, quella di Luca, nella quale ogni comunità cristiana di ogni luogo e di ogni tempo è chiamata a specchiarsi per valutare il tenore della propria vita spirituale e per verificare l’autenticità della propria adesione al Vangelo.
Particolarmente utile al lettore si rivela essere l’ultimo capitolo del volume, dal titolo “La funzione della preghiera nell’opera lucana”, in cui l’Autore, con grande chiarezza, ripercorre i passaggi più importanti del suo contributo, confermando, come suggerisce il sottotitolo del libro, sia la funzione edificante sia quella storico-salvifica della preghiera nell’opera lucana.
Grazie a questa preziosa sintesi conclusiva, il lettore potrà certamente trarre grande vantaggio non solo per le proprie conoscenze in merito all’opera lucana, ma anche per il nutrimento della propria vita spirituale.







