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Una giornata come tante il 21 marzo 2012, quando all’improvviso la tv di stato del Mali ha interrotto le trasmissioni. Poco dopo il tenente dell’esercito Amadou Konaré, portavoce del Comitato nazionale per il recupero della democrazia e la restaurazione dello Stato è apparso in video e ha annunciato la fine del governo democratico guidato dal presidente Amadou Toumani Touré. Ha giustificato il golpe con la “mancanza di materiale adeguato per la difesa del territorio nazionale” contro le ribellioni dei gruppi separatisti del Nord e “l’incapacità del potere a lottare contro il terrorismo”, poi ha concluso sostenendo che la giunta militare ha preso “l’impegno solenne di restituire il potere ai civili e di voler creare un governo di unità nazionale”. Il deposto presidente Touré era ben…

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