Il suo Istituto, nato come Seminario emiliano per le missioni estere, oggi è internazionale. Come affronta la crisi della missione ad gentes?
Il progetto missionario è chiaro, ma si è diluito in tanti fronti secondari, buoni, ma non corrispondenti al carisma. Perciò il XVI Capitolo Generale (2013) ha invitato a “ripartire dal primo annuncio”. L’Istituto dovrà perciò discernere quali fronti tenere, in quanto corrispondenti all’ad gentes, e quali lasciare. La missione ad gentes, infatti, resta urgente, perché, come dice papa Francesco, “c’è ancora moltissima gente che non conosce Gesù Cristo”.
La missione oggi non si declina tra evangelizzatori e destinatari, ma come “cammino” e “spostamento”. Che cosa significa questo per i Saveriani?
Penso che tutti i missionari debbano sentire cum Ecc…
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