Supersfruttati, senza uno statuto giuridico riconosciuto, 140 milioni di migranti venuti dalla campagna, lavorano oggi nelle città cinesi. Questa manodopera, praticamente inesauribile in un Paese di 800 milioni di contadini, è il fattore fondamentale della Cina.
Ma questi “schiavi moderni” sanno anche dire di no.
Dall'alto di un ponte, di una gru di un cantiere o da una torre in costruzione, minacciano di suicidarsi se non si dà loro il salario dovuto. Sono i mingong , le braccia della ”fabbrica del mondo”, i lavoratori migranti del “miracolo economico” cinese, che arrivano dalle regioni interne del grande Paese asiatico. Alla vigilia del nuovo anno, prima di ritornare al villaggio per le feste, tra di loro serpeggia una certa angoscia. Saranno pagati? Il padrone non…
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