HONG KONG / LA DEMOCRAZIA RESTA UN SOGNO
Hong Kong ha votato il 26 marzo per il capo del proprio esecutivo. Un’elezione attesa, perché vari gruppi politici, con un’ampia partecipazione giovanile, si erano impegnati, a partire dal movimento delle occupazioni dell’autunno 2014, per cambiare le regole elettorali e puntare al suffragio universale con scelta tra candidati liberamente proposti dalle varie componenti sociali. Attese e impegni che non si sono concretizzati.
La vittoria di Carrie Lam Cheng Yuet-ngor, garante della continuità di indirizzo del predecessore C.Y. Leung, è stata netta, con 777 preferenze su 1.194 del comitato elettorale. Meno della metà di questi voti sono andati a John Tsang Chun-wah, su cui avevano puntato i gruppi democratici. Tuttavia l’elezione ha messo in evidenza le contraddizioni di un sistema po…
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