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In seguito a quanto è avvenuto e sta avvenendo nel mondo arabo, media e presunti esperti hanno sottolineato come in tali occasioni fondamentale sia stato il ruolo delle donne. A cominciare da un servizio apparso sulla CNN, ci si è improvvisamente resi conto che le donne arabe esistono e che scendono in piazza. Si ricorderà la cantautrice tunisina Amel Mathlouthi che, in Avenue Bourguiba – il viale principale di Tunisi – cantava con la sua splendida voce “Kelmti hurra” (La mia parola è libera), divenuta simbolo della rivoluzione dei gelsomini: “Siamo uomini liberi, che non hanno paura. Siamo segreti che non muoiono, la voce di coloro che hanno opposto resistenza. Nel caos siamo il senso, siamo il diritto degli oppressi”. O le innumerevoli donne egiziane di ogni età che scandivano slogan in…

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