Dal Congo una denuncia - Un augurio - EXA, una vittoria
Speranza. É questo il sentimento presente nelle tre lettere: per il popolo del Congo e della sua Chiesa, per il nostro lavoro di rivista attenta ai problemi del mondo, perché si cominci a liberare non solo gli occhi, ma la nostra coscienza civile, dall’ingombrante presenza delle armi.
UNA CORAGGIOSA DENUNCIA
Il Congo sta vivendo un tempo di transizione, dopo una lunga guerra preceduta da trent’anni di dittatura. La situazione di miseria è indescrivibile; ogni giorno mi domando per quale miracolo la gente sia ancora in vita. Le colpe internazionali e le diverse cupidigie hanno un grande peso, ma non sono l’unica causa della situazione fratricida. Anche la Chiesa nazionale attraversa una crisi, soprattutto da parte di molti del clero che attendono da questa appartenenza una emancipazione quasi magica dalla miseria.
Ma potrà darsi emancipazione che non sia insieme al popolo?
In questo momento non è più sufficiente predicare, indicare, è giunto il tempo di situarsi concretamente, prendere parte alla vita di chi, finora, ha solo sopportato privazioni, umiliazioni, morte. In questa lotta per la sopravvivenza, le diversità ancestrali, culturali ed etniche fanno sentire il loro peso. Anche nella Chiesa di Bondo esse provocano distruzione e morte.
E’ tempo di uscire da quella parte di tradizione che impedisce la vita.
La sfida è di trovare nella fede la forza di spezzare tutte queste schiavitù interne, vincere l’ipocrisia e l’attendismo, in altre parole, metterci al lavoro per ricostruire il Paese, costruire il Regno.
ANTONIA SIMIONATO, Bondo (RDCongo).
UN AUGURIO DI BUON LAVORO
Mi permetto di scrivere queste poche righe per ringraziarVi immensamente per il meraviglioso lavoro che portate avanti con la Vostra stupenda rivista. Ho avuto il piacere di conoscerla grazie al mio grande amico Marcello Storgato, a cui sono profondamente legata. Voglio anche comunicarVi che ho recentemente voluto regalare l’abbonamento a “Missione Oggi” ad una persona di grande spessore umano, oltre che intellettuale, che non potrà che apprezzare il Vostro preziosissimo lavoro, soprattutto il profondo spirito cristiano che si respira nei vostri racconti e nelle vostre riflessioni.
MARTA PIZZAMIGLIO, Monterotondo (RM).
EXA, UNA PRIMA VITTORIA
Dopo la meravigliosa, pacifica e non violenta giornata di sabato 20 marzo, vorrei aggiornarvi sulla mozione approvata dal Consiglio comunale di Brescia in merito a EXA. L’aspetto positivo di tale documento sta nel fatto che, per la prima volta, il massimo organismo istituzionale della città ha discusso del problema. Inoltre, in occasione di tale seduta, la quasi totalità dei consiglieri intervenuti, ha ammesso che in occasione delle edizioni passate di EXA, sono state esibite armi che non avevano nulla di “sportivo”.
Per molti anni gli amministratori locali hanno condotto il gioco delle tre scimmiette: non vedere (che c’era ben altro delle armi da caccia e tiro), non sentire (le proteste di settori dell’opinione pubblica cittadina), e non parlare (cioè non prendere una posizione netta e vincolante su tale spinoso problema). Se il muro della reticenza si è incrinato, il merito di ciò va ascritto alla pressione esercitata da chi, come noi, chiede di eliminare dalla Fiera tutte le armi classificate come “non sportive”. Questo primo risultato ci conforta nel proseguire la nostra lotta.
MIMMMO CORTESE, Brescia.






