CRISTIANI E MUSULMANI / UN INCONTRO POSSIBILE
I contatti che Meo Elia, curatore delle pagine di questo volume, aveva avuto con mons. Henri Teissier, arcivescovo di Algeri, e gli articoli dallo stesso inviatigli quando era direttore della rivista “Missione Oggi”, negli anni Novanta e fino ai primi anni del Duemila, costituiscono un’esperienza ecclesiale unica di dialogo tra cristiani e musulmani vissuta da tutta una Chiesa, che sente la missione di essere Chiesa di un popolo musulmano.
Questa esperienza, che dovrebbe essere percorribile anche per noi che non abbiamo una tradizione di convivenza con i musulmani, si basa sui rapporti interpersonali e le collaborazioni quotidiane per risolvere i piccoli e grandi problemi che la vita presenta agli esseri umani. “Si tratta di costruire una nuova società in cui scoprirci vicini, anzi membri di una stessa famiglia, malgrado i pregiudizi della storia, le barriere dei dogmi e la violenza fanatica” (mons. Teissier, Brescia, 27 maggio 1997).
La prima parte del libro presenta la caratteristica fondamentale dell’esperienza della Chiesa d’Algeria: i rapporti più veri e proficui tra cristiani e musulmani non avvengono a livello di dialogo dottrinale, ma nelle relazioni quotidiane tra le persone.
Le tensioni dottrinali fra cristiani e musulmani a cui si aggiungono le opposizioni storiche possono essere superate quando si affrontano gli stessi problemi, quando si cerca insieme nelle attività del bene comune, del rispetto dell’uomo e della donna, della difesa dei diritti umani. Questo non vuol dire che venga tralasciato il terreno spirituale. I due interlocutori, nelle soluzioni da promuovere, s’impegnano sulla base delle loro convinzioni di coscienza: e queste hanno come referenza per gli uni il Vangelo, per gli altri il Corano. Gli interrogativi affrontati insieme sono, quindi, anche un’attenzione che unitamente poniamo nella Parola di Dio che attraversa le nostre coscienze, quali che siano le divergenze dei riferimenti dottrinali.
Una seconda parte riguarda l’esperienza della Chiesa d’Algeria, dopo l’indipendenza del paese (1962), che ricerca l’incontro con una società composta quasi totalmente di musulmani. Questo proposito sarà messo a dura prova da un travagliato periodo storico che vede il martirio di diversi religiosi cristiani, ma ciò non porrà fine a un progetto di vita per un’esistenza secondo il Vangelo in una società musulmana.
Una terza parte tratta del “sentimento dell’incontro” che si realizza quando incontrarsi diventa il segno e lo strumento attraverso cui il cristiano comunica qualcosa di Gesù e del suo Vangelo al musulmano, e questi comunica al cristiano qualcosa che Dio ha dato a lui, alla sua storia personale e alla sua tradizione spirituale. Avviene come una comunicazione di doni, in cui ciascuno offre all’altro, tramite l’incontro ricco di fede, un dono che viene da Dio.
La quarta parte tratta della pastorale dell’incontro. È attraverso l’accoglienza dell’altro e l’apertura all’altro che ciascuno di noi sviluppa la propria umanità. Non c’è crescita umana senza uscita da se stessi. In Algeria, per motivi storici, le posizioni nazionali o culturali degli algerini dinanzi allo straniero e al non musulmano sono spesso affermate con forza. Ciò può ingenerare esclusioni reciproche, ma può avere anche aspetti positivi quando le relazioni assumono una certa consistenza. Per un cristiano l’obbligo di accettare l’altro in ciò che lo costituisce ha una dimensione teologica. Le relazioni trinitarie in Dio servono da modello per ogni relazione. La ricerca di una comunione che rispetti l’altro nella sua specifica identità è anche un cammino di vocazione umana, che ci chiama a realizzarci nella comunione di persone che accettano di incontrarsi nel rispetto delle differenze. Mons. Teissier cita a proposito il teologo gesuita, Christophe Théobald, che in una conferenza ad Algeri, per definire la Chiesa d’Algeria partiva da una formula indovinata del Concilio, che attribuisce alla Chiesa appunto la vocazione di “sacramento dell’incontro”.
Completa il volume un’appendice dedicata alla figura di Charles de Foucauld. Insomma, il lettore ha tra le mani un prezioso vademecum del dialogo islamo-cristiano, utile anche per il contesto italiano.
Meo Elia, dei Missionari Saveriani, è attualmente missionario in Amazzonia.







