CIAO EUGENIO
Il 27 ottobre 2019, verso le ore 10.00, dopo più di un anno di lotta contro un’implacabile malattia, battezzata da lui stesso come “il drago”, Eugenio Melandri ci ha lasciato. Aveva da poco ricevuto da papa Francesco la reintegrazione come presbitero e celebrato, proprio in occasione della Giornata Missionaria Mondiale, la sua “seconda” prima messa, presso la comunità dei Missionari Saveriani di San Pietro in Vincoli (RA). I funerali si sono svolti martedì 29 ottobre, alle ore 11.00, sempre a San Pietro in Vincoli.
CIAO EUGENIO
Agostino Rota Martir
Campo Rom di Coltano (Pi)
30 ottobre 2019
Ciao Eugenio, ieri abbiamo celebrato il tuo funerale.
È stato bello, arricchito dalla presenza e testimonianza di tanti tuoi amici che hanno raccontato il tuo cammino.
È stato un momento comunitario, anzi popolare: laici, missionari, parenti, religiosi, compagni, di ogni estrazione sociale, dal deputato al migrante. Sono stati momenti emozionanti e ricchi. Hai lasciato un bel vuoto, ma in molti c’è la consapevolezza di continuare il tuo cammino, il tuo sogno, la tua lotta per la Pace, per la giustizia, sempre a fianco dei poveri e degli oppressi.
Ti scrivo due parole, che mi sono nate in questi ultimi tre giorni, mentre pensavo a te e al fatto che non sono riuscito a venirti a trovare, come avevo programmato. Mi dispiace molto perché sarebbe stata una bella occasione per dirci un po’ di cose.
Ricordi la “Sinfonia dei folli”? Era il titolo di un numero di “Missione Oggi” del 1986, allora tu eri il direttore della rivista. Come dimenticarlo? Ebbene, quella sinfonia ce l’hai trasmessa con la tua vita, con le tue scelte, a volte coraggiose e rischiose. Penso a quando siamo entrati a Sarajevo, assediata e sotto le bombe. Ricordi i commenti di tanti? “Voi siete dei pazzi (folli) a voler entrare a Sarajevo”. Ti rivedo ancora seduto sul primo pullman entrare al buio nella città: tu, don Tonino Bello e mons. Bettazzi, don Bizzotto e altri… quella iniziativa è stata una delle varie “sinfonie dei folli” che hai vissuto e ci hai trasmesso. Ne seguiranno altre durante la tua esistenza. Con quel numero citato di “Missione Oggi” ci hai fatto sognare e tu l’hai capito presto, anche sulla tua pelle.
È facile e comodo accarezzare i sogni quando sono belli e facili. Meno quando spuntano le spine e la musica cambia. Allora ci viene richiesta fedeltà al sogno, ma anche il coraggio di pagarne le conseguenze.
Sei stato un vero “folle del Vangelo”, hai saputo coltivare questo sogno, senza recriminare e con umiltà.
Ma mi piace sottolineare un altro tratto di questa tua follia. Me l’hai trasmesso con una tua telefonata, l’estate scorsa.
Io mi trovavo a Marsiglia con delle famiglie Rom. Tu subito elogiasti la mia scelta di vivere con i rom: “Quello che fai con i Rom è qualcosa di veramente bello” e io tentai di schermirmi dicendo che non facevo grandi cose e che in quel momento stavamo festeggiando il compleanno di un bambino di una famiglia rom, in un parco giochi della città. Sentivo che piangevi e mi dicesti che sono proprio queste cose semplici, normali e che a volte ci possono sembrare insignificanti, ma sono queste cose capaci di dare sapore alla vita e di trasmettere energia alle nostre scelte. Mi incoraggiasti a continuare e di non cambiare, perché avevo il “privilegio” di vivere la compagnia degli esclusi. Ricordo che parlasti anche con la mamma. “Anche se non lo conosco, mi disse poi, questo tuo amico è una persona buona dal cuore grande”.
Hai saputo coniugare la follia delle scelte coraggiose con la bellezza di un cuore semplice, umile ma grande.
Ciao Eugenio, ti abbraccio. Grazie, Ago.
Originario di Brisighella (Ra), classe 1948, ha frequentato l’Università di Trento, dove si è laureato in sociologia. Direttore di “Missione Oggi” dal 1980 al 1989, è stato tra gli esponenti di punta del mondo pacifista, partecipando alle manifestazioni contro l’installazione dei missili a Comiso e lanciando la campagna per il disarmo unilaterale, cui aderirono personalità come Carlo Cassola e padre David Maria Turoldo. Nel 1989 è stato candidato alle elezioni europee nelle liste di Democrazia Proletaria. Durante il mandato parlamentare è stato vicepresidente dell’Assemblea paritaria Ue-Acp che radunava i rappresentanti del Parlamento europeo con i paesi d’Africa, Carabi e Pacifico. Ha effettuato missioni in Africa, Asia e America latina. A Cuba ha incontrato più volte i leader politici locali per preparare una risoluzione – approvata all’unanimità dal Parlamento europeo – che inaugurava le relazioni economiche tra Ue e L’Avana. Nel 1992 è stato eletto al Parlamento italiano con Rifondazione Comunista, ma si è dimesso per non tenere due mandati parlamentari. Dopo la parentesi parlamentare è tornato a lavorare nella società civile. Con altri amici ha fondato “Chi-ama l’Africa” di cui è stato coordinatore. Ha diretto la rivista “Solidarietà internazionale” del Cipsi di Roma.







