ALLARME RWANDA
Il Rwanda vive una situazione di forte oppressione. Se fosse consultata dal governo sul ritorno degli hutu nel loro Paese, la popolazione dell'est della Repubblica democratica del Congo si augurerebbe che ciò avvenga il più presto possibile. Tuttavia, la comunità internazionale deve essere cosciente che, se non si esercitano forti pressioni sul governo ruandese, incoraggiare il rientro degli hutu significherà inevitabilmente mandarli incontro a pericoli e ingiustizie ; in questo caso, i rischi di incendiare ancora una volta questo Paese e quelli vicini rimarrebbero intatti.
Questo rapporto, che non ha la pretesa di un'inchiesta su larga scala, ha voluto dare semplicemente voce a coloro che in Rwanda, adesso, sono oppressi.
Non è questione di infangare la fama di un Paese, di un gruppo o di una persona, solo ci motiva la preoccupazione per la giustizia e la pace, in Rwanda ed in tutta la regione. L'abbiamo redatto perché sappiamo che la comunità internazionale, e in particolare certi Stati del Nord, hanno una grande responsabilità nella situazione che prevale in Rwanda: l'hanno incoraggiata, l'hanno coperta, non smettono di appoggiarla. Ci sono in gioco interessi economici e geopolitici.
Li mettiamo in guardia, perché verrà il giorno in cui, come altrove, si griderà: “Al lupo, al lupo!”, ed occorrerà allora riconoscere che, ancora una volta, questo “lupo” sarà stato allevato da quelli stessi che grideranno.






