AFRICA: DALLA PARTE DELLA GENTE
Presentazione del numero monografico
Abbiamo voluto dedicare un numero intero di M.O. all’Africa: per dichiarare, di fronte ad un continente sempre più invaso da affaristi ad alto livello e da cinici organizzatori di morte, da che parte siamo e da che parte invitiamo i nostri amici a schierarsi.
Dalla parte della gente vuol dire essere dalla parte dei perdenti, dalla parte delle vittime: cioè denunciare l’andazzo delle cosiddette grandi potenze e dell’ONU stesso, che in Africa hanno finora giocato la parte del vincitore di turno, dando torto o ragione ad un gruppo a seconda che perda o vinca, creando così una spirale di violenza senza fine.
Dalla parte della gente vuol dire rifiutare la logica oggi sempre più dominante, che sacrifica un gruppo a favore dell’altro, risolve il problema della divisione del potere attraverso l’esclusione e anche l’eliminazione fisica dell’altro; per cercare, invece, nella fatica e nel rispetto, un progetto di società che tenga conto di “tutte” le componenti della popolazione.
Dalla parte della gente vuol dire prendere atto che è la gente comune che “paga” nella propria vita, con il sudore e spesso anche con il suo sangue, le pazzie ideologiche o la sete di potere degli altri, pochi, che stanno in alto dentro o fuori il proprio paese. Le tragedie del Rwanda, del Burundi e dello Zaïre ne sono un’ennesima prova. Per questo abbiamo voluto documentare fatti e individuare cause, abbiamo voluto dare voce al grido di chi invoca giustizia, ma anche, nello stesso tempo, abbiamo voluto dare un volto, “un nome” alle vittime e rivestire della loro dignità almeno le salme di persone che nel disprezzo erano per anni vissute e addirittura per disprezzo sono state eliminate.
“L’ideologia del massacro non è nella testa della gente - ci diceva un burundese in esilio, durante un incontro sui Grandi Laghi tenuto nella nostra sede - sono alcuni politici che hanno questa ideologia: non sono più di 25-30 per paese”.
Dalla parte della gente vuol dire, infine, unirci alla passione dei singoli popoli, alla passione dei poveri; lasciarci coinvolgere dai loro sogni, dare credito e fiducia ai loro progetti; partecipare al loro cammino di liberazione, in una fraterna solidarietà di vita e di destino.
Tutto questo abbiamo voluto dire in questo M.O., che offriamo più ricco di 16 pagine, nelle tre parti in cui l’abbiamo diviso: i drammi dei Grandi Laghi, la fatica della democrazia, le ragioni della speranza.
Ci auguriamo sia di aiuto per una presa di coscienza e un impegno sempre più coerente. Scriveteci.







