AD-DIO CARLO, PADRE, FRATELLO, AMICO!
Condividiamo con piacere questa testimonianza di Emma Gremmo ai funerali di p. Carlo Uccelli (Parma, 9 dicembre 2021). Emma indica tre peculiarità umane e spirituali di p. Carlo: la sua ostinata determinazione; il suo essere anzitutto discepolo di Gesù; la sua obbedienza alla vita. Missionaria laica, Emma è partita per l’Africa all’inizio degli anni ’70, con p. Meo Elia e alcuni laici. Ha continuato il suo servizio missionario in Italia con p. Carlo a Piombino, dove attualmente vive. Dello stesso p. Carlo in questo numero la seconda parte della sua ultima intervista, concessa pochi giorni prima della morte (pp. 55-58).
AD-DIO CARLO, PADRE, FRATELLO, AMICO!
EMMA GREMMO
PARMA, 9 DICEMBRE 2021
Avendo condiviso a lungo la vita con p. Carlo, faccio memoria di tre sue caratteristiche fondamentali.
La prima riguarda la sua cocciuta determinazione, unita a grande mitezza e capacità di dialogo con tutti e tutte. Sulla cocciuta determinazione ci sarebbero episodi simpatici da raccontare fin dalla sua adolescenza, quando con birbanti strategie è riuscito a entrare in Seminario a Piacenza e poi dai Saveriani, mettendo davanti al fatto compiuto i suoi famigliari contrari a queste scelte e continuando poi con questo stile per tutta la vita. Dotato di carattere irruento e impulsivo, p. Carlo ha lavorato molto su di sé, senza snaturarsi, perché, diceva lui: “Ho capito che così com’ero non sarei andato da nessuna parte, né come persona umana e tantomeno come prete”, diventando quell’uomo mite, dialogante e di pace che in tanti e tante abbiamo conosciuto. Le testimonianze arrivate in questi giorni a Piombino, da ovunque, lo attestano. Molti oggi lo definiscono amico e lo era davvero. Non si è mai sottratto a intense amicizie, anche femminili, sempre con rettitudine e onesta fedeltà alle promesse della sua vita religiosa.
La seconda, che fonda tutte le altre, riguarda il suo essere discepolo di Gesù, formato costantemente alla scuola della parola di Dio, riflettuta e riscoperta nell’interpretazione di biblisti e bibliste attuali e Parola fatta diventare vita concreta con un continuo discernimento. Questa sua modalità l’ha trasmessa profondamente anche alle comunità cristiane di cui è stato pastore. La Parola lo ha portato a comprendere la priorità del regno di Dio, annunciato e testimoniato da Gesù, con tutte le sue esigenze anche profetiche. Per lui il Regno è sempre venuto prima della Chiesa e della propria famiglia religiosa, anzi credeva che Chiesa e Famiglia saveriana fossero chiamate a essere più sottomesse al regno di Dio. P. Carlo amava profondamente la sua congregazione carismatica di appartenenza e proprio per questo amore, alla luce del regno di Dio, ha osato strade nuove, sempre in dialogo (mite e determinato, appunto!) con i suoi superiori e mai senza il loro consenso. La Parola lo spingeva e lui osava e tentava, desiderando tanto che i Saveriani acquisissero sempre più la dimensione discepolare profetica che viene dalla Parola e dal vasto orizzonte del Regno e non solo, o principalmente, dalla parola del fondatore S. Guido Conforti.
Sì, forse più noi laici e laiche che l’abbiamo conosciuto, riconosciamo che p. Carlo è stato davvero discepolo di Gesù e autentico missionario saveriano, abitato dalla Parola e testimone del Regno.
La terza riguarda l’obbedienza. P. Carlo amava dire: “Siamo chiamati a fare obbedienza alla vita perché lì c’è il Signore, che non la comanda come un burattinaio, ma come Dio Amore che ci indica, ci suggerisce, ci spinge a vivere l’amore verso tutto, tutti e tutte”. L’ultima sua obbedienza alla vita, quella della devastante malattia, è stata faticosa, piena di tanti “perché”, dubbi e lacrime, ma ha prevalso ancora, anche se molto sofferto, l’abbandono al Signore crocifisso e risorto che ha sempre motivato e condotto la vita di p. Carlo.
Termino con due ringraziamenti. Il primo a voi fratelli, missionari saveriani, che mi avete permesso, a nome di tutti gli altri, di stargli accanto fino alla fine, ospitandomi nella vostra Casa Madre. Non era un gesto scontato, né dovuto, ma è stato assolutamente gratuito. Grazie di cuore! Il secondo a te, p. Carlo, da parte di noi laici e laiche che abbiamo vissuto con te, in forme diverse, l’unico sacerdozio battesimale. Accompagnaci ora, perché il nostro cammino discepolare continui con coraggio e profezia. Ad-Dio Carlo, padre, fratello, amico!






