Skip to main content
Condividi su

Il 25 maggio, ricorrenza della fondazione a Adis Abeba (Etiopia) nel 1963 dell’Oua (Organizzazione dell’unità africana), l’attuale Ua (Unione africana), è la Giornata dell’Africa. Quest’anno, una settimana prima di tale ricorrenza, il 18 maggio, il presidente della Francia ha convocato un vertice di capi di Stato per l’Africa, al fine di raccogliere fondi per la campagna vaccinale anti Covid-19 nel continente e aiutare così l’Africa a superare la pandemia e la crisi economica provocata dalla pandemia. Le cifre ufficiali registrano circa 130mila decessi nel continente, non eccessivi se paragonati ai quasi 3,5 milioni in tutto il mondo. Ma il costo economico è molto maggiore. Secondo l’Fmi, l’Africa avrà un deficit di circa 300 miliardi di dollari, che si trascinerà fino al 2023. Questo potrebbe bloccare l’impegno per lo sviluppo del continente. Il ritardo nella vaccinazione, infatti, può lasciar campo libero alle varianti, che poi si diffonderebbero nel mondo intero. Questo è dovuto anche alla disuguaglianza nell’accesso ai vaccini. Per cui è emersa la proposta di intervenire presso l’Oms e l’Omc (Organizzazione mondiale del commercio) per sospendere momentaneamente tutti i vincoli di proprietà intellettuale e permettere la produzione dei vaccini anche nel continente. 

Tale proposta, inizialmente sostenuta dall’India e dall’Africa del Sud, ha trovato forte resistenza negli Stati Uniti, nell’Ue e nel Giappone, in nome dell’innovazione nella ricerca scientifica, ma dopo che il presidente degli Usa si è espresso a favore, anche altri paesi, eccetto la Germania, si sono pronunciati in tal senso. Il rilancio delle economie africane dipende molto dal contenimento della pandemia, per cui la priorità è la lotta contro il virus. Ma le dichiarazioni fatte nel vertice parigino non hanno ancora sortito alcun effetto pratico. Bisognerà aspettare l’incontro del G7 e del G20 a Roma, per concretizzare le buone intenzioni formulate a Parigi. Nell’attesa dell’istallazione degli hub vaccinali, il presidente francese ha proposto di aumentare l’aiuto all’iniziativa Covax dell’Oms, passando dal 20 al 40 per cento delle persone vaccinate in Africa. Attualmente solo l’1 per cento dei vaccini distribuiti nel mondo è arrivato in Africa. 

La proposta di stanziare fondi per il continente avverrà grazie alla mobilitazione delle istituzioni che fanno capo agli accordi di Bretton Woods. Kristalina Georgieva, presidente del Fmi ha preso in considerazione l’uso dei diritti speciali di prelievo (Sdr, Special Drawing Rights), che è considerata la moneta dell’Fmi. Questa attività di riserva internazionale si basa su cinque valute: il dollaro Usa, l’euro, il renminbi cinese, lo yen giapponese e la sterlina britannica. Si tratta di un’attività eccezionale. L’Fmi l’ha utilizzata l’ultima volta nelle crisi finanziaria del 2008. I 183 paesi membri riceveranno un totale di Sdr di 650 miliardi di dollari. L’Africa ha diritto a 34 miliardi del montante. L’idea è permettere ai paesi che non ne hanno bisogno di donare i loro Sdr all’Africa. Sarebbe la prima volta che si usano i Sdr in questo modo. David Malpass presidente della Banca mondiale, ha promesso alle banche africane la vendita di una parte delle riserve d’oro e sovvenzioni e prestiti a lungo termine a interesse zero. Nessuno vuole vedere l’Africa in banca rotta, cadendo nelle mani della Cina, che detiene già il 20 per cento del debito africano. L’obiettivo è quello di raggiungere al più presto la disponibilità di 100 miliardi di dollari per finanziare la campagna vaccinale nel continente. Si è discusso anche di prolungare la moratoria sul servizio del debito pubblico, di iniziative di alleggerimento nel settore privato ma non si è affrontata la problematica del suo annullamento. Questa potrebbe essere messa all’odg del G7 e del G20. 

C’è poi il sostegno del settore privato. Vanno affinati i meccanismi internazionali per l’accesso ai fondi, ma anche per orientare verso il continente una grande massa di liquidità internazionale che cerca piazzamenti. Come aiutare questi fondi d’investimento a piazzarsi in Africa? Come rafforzare le banche africane? Come facilitare l’accesso al credito? Queste sono alcune delle domande che devono trovare risposta per aiutare il settore privato. Il tempo che ci divide dall’organizzazione del G20, che si terrà sotto presidenza italiana nel mese di ottobre 2021, servirà a elaborare le proposte in modo da renderle concrete per l’approvazione. In questo l’Italia avrà un ruolo chiave. Il premier Draghi, che ha partecipato al vertice di Parigi, ha dichiarato che tutte le proposte avanzate “verranno riprese e sostenute al G20”. La proposta di un “New Deal” per l’Africa potrebbe rendere il 25 maggio 2021 più degno di essere ricordato!



Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito