UN GIOVANE CONGOLESE BEATO / FLORIBERT BWANA CHUI MARTIRE DELLE MANI PULITE
Il 15 giugno scorso, a Roma, nella Basilica di San Paolo fuori le mura, è stato proclamato beato il giovane congolese Floribert Bwana Chui, della Comunità di Sant’Egidio. Floribert sognava “un Congo dove tutti siedano attorno allo stesso tavolo”. Per questo, si è schierato contro la corruzione. Infatti, mentre era commissario della dogana di Goma, capoluogo del Nord-Kivu, con il compito di controllare le derrate alimentari che entravano in Congo dal Ruanda, un giorno gli venne presentata una quantità smisurata di riso avariato da immettere sul mercato di Goma. Ebbene, Floribert rifiutò la tangente e fece bruciare tutto quel lotto di riso avariato. Per questa sua onestà in seguito fu rapito, torturato e ucciso, tra il 7 e il 9 luglio 2007, da chi vide in lui un ostacolo a far lucro sfruttando un commercio illecito e dannoso.
Papa Francesco menzionò la testimonianza di Floribert Bwana Chui durante l’incontro con i giovani e i catechisti allo Stadio dei Martiri a Kinshasa, il 2 febbraio 2023: “Un giovane come voi, Floribert Bwana Chui, a soli ventisei anni, venne ucciso a Goma per aver bloccato il passaggio di generi alimentari deteriorati, che avrebbero danneggiato la salute della gente. Poteva lasciare andare, non lo avrebbero scoperto e ci avrebbe pure guadagnato. Ma, in quanto cristiano, pregò, pensò agli altri e scelse di essere onesto, dicendo no alla sporcizia della corruzione”. E ha continuato: “Questo è mantenere le mani pulite, mentre le mani che trafficano soldi si sporcano di sangue. Se qualcuno ti allungherà una busta, non cadere nella trappola, non lasciarti inghiottire dalla palude del male. Essere onesti è brillare di giorno, diffondere la luce di Dio, vivere la beatitudine della giustizia: vinci il male con il bene!”.
Il papa lanciò così un messaggio forte ai giovani congolesi (e di tutto il mondo): la lotta alla corruzione è un conflitto di coscienza e il solo modo per vincerla è l’onestà. La scelta d’integrità di Floribert, d’accordo con papa Francesco, va contro la logica del guadagno facile e comodo e si traduce in un vero e proprio martirio. Infatti, il 25 novembre 2024 Francesco autorizzerà il Dicastero delle Cause dei Santi a riconoscere ufficialmente il suo martirio “in odio alla fede”, aprendo così la strada alla beatificazione.
In Congo RD, ma non solo, la corruzione è molto pervasiva e radicata. A livello quotidiano è diventata purtroppo un costume; all’interno delle istituzioni statali è addirittura strutturale, con enormi ripercussioni sullo sviluppo, sul grado di fiducia nella pubblica amministrazione e sull’efficacia delle politiche pubbliche. Nel 2023 il paese è stato classificato al 162° posto su 180 dall’organizzazione Transparency International. Ci auguriamo che molti giovani congolesi – e di tutto il mondo – seguano l’esempio del giovane Floribert, anche per il bene del loro paese.







