Buon Natale e Buon Anno, agli amici, abbonati e lettori, sostenitori e collaboratori di “Missione Oggi”, con le parole di Luigi Santucci (Utopia del Natale 1974)
Vorrei [dire Buon Natale] con il furore e la vendicatività che ho nel cuore: smascherando, elencando per nome, maledicendo gli occulti assassini che ci vietano di modulare le canzoni, i sogni, le stesse teologali speranze del Natale: dal cecchino di Dallas a quelli che hanno spaccato la fronte a Luther King; dagli scaricatori di dinamite sul Vietnam ai neotorturatori nelle prigioni di tutto il mondo, dai dinamitardi di piazza Fontana agli ultimi che hanno sfracellato gl’inermi di Brescia e di Bologna. Vorrei, e so invece che non posso: l’utopia cristiana di cui vivo mi fa dono del Natale ma mi proibisce la maledizione e l’odio, sotto pena d’identificarmi io stesso con quel nero re. In che modo attraverserò allora il Natale se la vendetta contro Erode mi è proscritta, ma se altrettanto mi vergognerei oggi di chiedere a questo giorno soavità e cornamuse, una pia tregua, una nostalgica evasione nell’antico muschio? Se questa parola, in chiave di gioia e armonia ci muore sulle labbra come se, pronunciandola, mangiassimo la nostra condanna? Non so. Forse, fra utopia e idillio, io posso chiedere al Natale un terzo dono, sacro anch’esso, e si chiama esorcismo. Che il Natale scenda in ciascuno di noi, con una inesorabile pietà, a esorcizzarci.







