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Arena di pace 2024 si è rimessa in cammino dopo che gruppi, associazioni, realtà diverse e movimenti si erano ritrovati all’Arena di Verona il 18 maggio con la presenza di papa Francesco e il giorno prima alla Fiera per un confronto articolato in cinque tavoli tematici (Pace e disarmo, Economia e lavoro, Ecologia integrale, Democrazia e diritti, Migrazioni) e poi in una ventina di tavoli trasversali. A questo duplice appuntamento di maggio si era giunti dopo un percorso di circa nove mesi, che ha visto la produzione di 5 documenti di analisi e proposte, uno per ciascun tavolo, e un documento finale, frutto di numerosissimi contributi e dibattiti, che ha portato alla presentazione finale di prospettive e proposte condivise. 

Dall’incontro del 17 maggio, da un sondaggio successivo e da una valutazione critica della gestione della mattina del 18 in Arena, è emersa la necessità di proseguire il cammino iniziato proprio sull’ipotesi che Arena 2024 non dovesse essere solo un evento. Arenaincammino ha iniziato a muoversi alla fine di quest’anno dopo una lunga gestazione che è servita a definire meglio il quadro in cui il percorso dovrà continuare. In primo luogo le tre riviste missionarie, Nigrizia, Missione Oggi e Mosaico di pace hanno accolto l’invito a farsi promotrici di questa ripartenza, che dovrà caratterizzarsi per un respiro laico, inclusivo, di dimensioni progressivamente nazionali, conservando il significato complesso e articolato del concetto di pace. 

La prima assemblea di Arenaincammino ha avuto luogo il 1° dicembre a Verona, presso la Casa Madre dei Comboniani. A convocarla quel che resta del Coordinamento di Arena 2024 che si è presentato dimissionario proprio per segnalare una nuova tappa del cammino. Vi hanno partecipato una quarantina di realtà, in presenza e da remoto. All’inizio dei lavori sono stati chiariti alcuni presupposti, del resto già presenti in Arena 2024. Arenaincammino non ha l’ambizione di proporsi come la rete delle reti e nemmeno di organizzare un nuovo evento. Ci saranno certamente delle tappe, ma sarà il cammino stesso a determinarle. Inoltre, è stato ricordato che il nuovo percorso non parte da zero, ma dai documenti condivisi di Arena 2024 e dalla ricchezza del lavoro che ne è all’origine. 

La discussione ha permesso praticamente a tutte le realtà di esprimersi su un piano di parità grazie a tempi contingentati e al grande senso di responsabilità dei partecipanti. I molti interventi hanno evidenziato le urgenze del momento: l’apparire di nuovi conflitti, il decreto sicurezza e la criminalizzazione della protesta anche nonviolenta, la diffusione della cultura militarista non solo in Italia. Sono state sottolineate l’importanza delle esperienze dei territori, la necessità dell’educazione alla pace nei suoi diversi aspetti, nelle scuole e nelle università, dell’informazione corretta. Tra le questioni sollevate, la valutazione dell’efficacia della nostra azione, il coinvolgimento dei giovani, la questione di genere, la dimensione ecumenica e interreligiosa. 

L’assemblea ha dedicato una seconda parte a cercare di definire gli obiettivi, l’articolazione del lavoro e la nuova organizzazione. Le proposte sono state numerose ma non è stato possibile, per mancanza di tempo, giungere a conclusioni operative. Si è deciso di creare una piattaforma digitale per favorire lo scambio di informazioni e la condivisione delle attività. Il prossimo appuntamento è stato previsto a Brescia, all’inizio del 2025, presso la sede di “Missione Oggi”, nella locale comunità dei Saveriani, con all’ordine del giorno una migliore definizione del nostro cammino e degli strumenti più adeguati per realizzarlo.



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