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CONGO RD / I VESCOVI SOLLECITANO LA COALIZIONE DI GOVERNO A GOVERNARE ASCOLTANDO IL GRIDO DEI POVERI

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Lunedì 2 marzo 2020 il segretario generale della Conferenza episcopale nazionale congolese (Cenco) ha presentato il messaggio del Comitato permanente dei vescovi: “Coalizione: per quali obiettivi?”. In esso i vescovi affrontano i molti problemi che, per la crisi interna alla coalizione di governo, restano inevasi. Una tensione – quella interna alla coalizione di governo – a dir poco preoccupante, con ripercussioni inevitabili sulle istituzioni dello Stato, bloccate nel loro ordinario funzionamento. Gli alleati di governo – denunciano i vescovi – sembrano più preoccupati delle rispettive poltrone che del servizio al popolo, che continua a vivere nella miseria. I vescovi denunciano anche la natura occulta dell’accordo della coalizione. È inaccettabile che un pugno di politici si arricchisca scandalosamente, per la corruzione dilagante, invece di fare da garanti dei fondi pubblici.

Nell’Est del paese continua lo stato di insicurezza generale, che ha ormai raggiunto anche i grandi centri. Il mancato censimento della popolazione, poi, insieme all’occupazione delle terre da parte di gruppi non autoctoni hanno acceso conflitti intercomunitari. E malgrado l’iniziativa della Cenco (Chiesa cattolica) e della Ecc (Chiesa di Cristo in Congo – protestante) abbia raccolto più di due milioni di firme per chiedere la realizzazione delle elezioni locali, che dovrebbero assicurare la prossimità del governo alla base popolare, la cosa non è stata ancora presa in considerazione dalle istituzioni competenti.

In questo panorama desolante – si chiedono i vescovi – a che serve la coalizione al potere? E propongono al presidente della repubblica e ai politici quanto segue: a) restaurare la pace nelle zone colpite dall’insicurezza; b) lottare contro la corruzione, spoliticizzando l’apparato giudiziario e l’amministrazione pubblica; c) portare a termine le inchieste in corso con risultati palpabili; spoliticizzare la gestione delle imprese pubbliche, che non devono essere considerate mucche da mungere per i partiti della coalizione, ma per il bene della nazione. Ai deputati e senatori i vescovi chiedono: empatia con le sofferenze e le aspirazioni del popolo, accogliendo magari la petizione delle elezioni locali; inoltre, ascolto delle forze vive del paese per avviare le riforme necessarie per consolidare la democrazia. I vescovi esortano altresì il governo a realizzare le promesse per il miglioramento delle condizioni di vita; a dare segnali forti nella lotta all’impunità; a portare a termine il processo elettorale organizzando le elezioni locali; a organizzare il censimento della popolazione in un tempo ragionevole.

Oltre a questo intervento puntuale del Comitato permanente dei vescovi, che illustra gli aspetti più drammatici del panorama politico del paese, va sottolineata la buona notizia della guarigione dell’ultimo caso di virus Ebola in Congo. Il paese, nonostante tutto, spera!



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