NON SIETE BRAVI, NE PERFETTI, MA NON SMETTETE MAI DI CAMMINARE!

“Non è facile rileggere un'esperienza quando è ancora in corso e non sappiamo come andrà a finire. Non è facile riflettere su un'esperienza così universale. Ci imbarchiamo in questa avventura con l'intenzione di gettare alcuni raggi di luce sulla dolorosa situazione che stiamo vivendo”.
Queste parole del Padre Comboniano Fidèle Katsan, missionario in Ciad, esprimono con chiarezza la motivazione che ci ha spinto a intraprendere il progetto “Covid e Segni di Speranza”.
Attraverso le esperienze delle persone che hanno accettato di partecipare con coraggio al Progetto, sono apparsi, nella semplicità, profondità e complessità del momento, alcuni segni di speranza vissuti in prima persona per un mondo più fraterno.
Per le persone che hanno accettato di lasciarsi intervistare non è certo stato facile condividere con noi “pezzi” di quanto maturava pian piano nel loro cuore, nel mezzo della pandemia; e, tuttavia, per ciascuna e ciascuno di loro il raccontare si è rivelato un’occasione preziosa di riflessione a partire dal proprio impegno personale: come, ad esempio, la bellezza di costruire relazioni vere e sincere, e la responsabilità personale e comunitaria per una società più semplici intuizioni che intravedono questo nostro momento come il tempo per sognare in modo comunitario e sinodale!
Sentiamo di dover ringraziare di cuore tutti gli intervistati per averci regalato un pezzo della loro vita; e certamente non perché più bravi di altri quanto piuttosto perché, consapevoli dei loro limiti, non smettono mai di camminare, di dare del loro meglio per un mondo più umano.






