"Voci di Strada" e di vita…
Chi direbbe che i senza fissa-dimora siano così saggi, informati, artisti, colti da scrivere di loro pugno tanti articoli interessanti per il nostro/loro giornale “Voci di strada”? Si scrive sulla situazione attuale, sulla vita personale, sulla famiglia, sull'amore, sulle sofferenze, sul teatro svolto, su p. Guido... Tutti scriviamo!
Se una persona non sa bene l'italiano (immigrati, semi-analfabeti) qualcuno aiuta, ci si aiuta.
È molto bella questa fucina di narrazione, riflessioni, poesie mai banali, sempre profonde, più che all'università (in basso ne avete un esempio). Il Dio dei piccoli e provati dalla vita, con tanta esperienza, ci ispira a dire e fare tante cose belle. Ciò che sorprende è la serenità e gioia fraterna tra noi.
L'autogestione del giornale è in sé stessa un fatto sorprendente, reso speciale dalla qualità degli articoli. Viva “Voci di strada”!
A volte la vita ci rende soli, veramente soli. Poi un'idea, una parola, un richiamo. Qualcuno si preoccupa di noi. È la mensa di p. Guido. Niente vale, se mi trovo a mangiare il muro.
Ma quella voce significa qualcosa di grande. Niente di speciale, semplicemente stare insieme a qualche persona, gente che ti parla, così com'è.
Lo chiamano gruppo culturale, ma per me è un ritrovo di gente che cerca ancora di volersi bene per osare amare.
Facciamo un po’ di tutto: cineforum, teatro, discussioni teologiche, politiche e sociali. Tutto mi interessa, perché sono con loro, non con me, ma insieme.
Vi consiglio di provarlo... Luca







