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Sulla meridiana nel cortile della casa di Brescia è scritto: “Vassene ‘l tempo e l’uom non se n’avvede” (passa il tempo senza che l’uomo se ne accorga). Più che una minaccia è sicuramente un consiglio di saggezza popolare che è dato in modo da non lasciare che il tempo passi inutilmente. 

Per i cristiani, il tempo è pieno della promessa della venuta di Cristo, del suo Regno, è dunque un tempo favorevole, pieno, compiuto in cui Dio visita la storia anche se a volte la storia non se ne accorge. Non è più una semplice successione di giorni che scorre verso il nulla (Chronos, lo chiamavano i greci), ma pienezza della grazia di Dio, Kairòs appunto, il tempo opportuno, il momento significativo. Queste due antiche parole indicano due modi diversi di vivere e di abitare il tempo. 

Nel 2027, il nostro giornale compie ottant’anni! Potremmo dirci: “Quanto tempo è passato!”. E guardare indietro magari con un pizzico di nostalgia al tempo che passa inesorabilmente. Questo è un modo di percepire il tempo. Oppure, possiamo chiederci: “Che momento è questo tempo in cui si compiono ottant’anni?”. È un momento che Dio rende significativo e permette di avere uno sguardo verso il futuro con incognite certo, ma anche speranze proprio perché la grazia di Dio ci fa vedere più lontano.

Abitare il tempo in questo modo ci apre al futuro, ci proietta verso quell’attesa del Cristo che ci viene incontro, diventa un’opportunità che la Grazia ci dona per conoscere la bellezza del dono ricevuto, il dono della fede, di quella visione che aiuta a guardare oltre i tempi difficili che stiamo vivendo e nutre quella creatività che genera vita, bellezza, positività. 

Ecco che il calendario, visto in questa ottica, diventa uno strumento che organizza il nostro tempo cronologico in giorni, settimane, mesi, anni e oltre. Ci permette di riconoscere e ordinare le ricorrenze, gli eventi, gli anniversari che danno lo spessore della saggezza che si accumula. I santi e le sante che abitano i giorni ispirano la nostra creatività nel fare il bene; le feste e le domeniche ci aprono già alla vita dell’Eterno che si fa eternità quotidiana. Questa visione ci apre il cuore, allarga lo sguardo, stimola la mente, ci toglie l’ansia delle minacce che ci circondano, illumina le tenebre che oscurano l’orizzonte, infonde la gioia di vivere e di impegnarci per il bene, diventa memoria dell’azione di Dio che si attua.

Il nostro Calendario celebra ottant’anni di vita missionaria raccontata con viaggi, fotografie, personaggi, missionari, testimonianze, che hanno raggiunto molte famiglie, suscitando curiosità, interesse, comunione. Ci ha fatto respirare quei tratti dell’Eterno racchiusi nella storia, nascosto in culture diverse dalla nostra, ma altrettanto umane e cariche di saggezza, ci ha fatto entrare in comunione con popoli lontani, rendendoli vicini con il racconto dei missionari, ci ha fatto condividere la fede nello stesso Signore risorto, vissuta sotto altri cieli ma che, con intensità, ci unisce nell’unica adorazione. Questo legame di fede ha contribuito a creare fraternità perché aumenta la consapevolezza di essere figli e figlie di uno stesso Padre ed è capace di andare oltre le narrazioni che inquinano questa convinzione.

Che la fede ci aiuti ad interpretare il momento in cui viviamo, la nostra quotidianità, il giorno dopo giorno, con la consapevolezza che Dio non solo abita il tempo passato, presente e futuro, ma rende noi capaci di operare il bene che lui sempre ispira in qualsiasi situazione.



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