Vietato cambiare l’auto!
È sera e sono qui a trattare con ministeri, PM e forze di polizia uno schema di protezione per due accampamenti Awa Guarani, montati dagli indios. Ho portato alimenti e tendoni di plastica. Non è necessario che descriva le condizioni nelle quali si trovano. Appena scaricato, arriva la jeep della Forza Nazionale di Sicurezza che pattugliava la zona. Mi vedono, mi riconoscono e mi dicono che sono lì per offrire sicurezza agli indios. Poi uno mi chiede se la mia auto era cambiata di colore e si rimettono in postazione. Ho fatto però un errore. Sono entrato ed uscito (per andare in città a comprare altri teloni neri) 2 volte. Non è da fare quando l'occupazione degli indios è stata realizzata da poco più di 24 ore. E sono rimasto troppo tempo. All’uscita dell’immensa coltivazione di mais, un latifondista mi ha sbarrato la strada e chiesto di scendere. Me la sono filata, avvisando un capovillaggio mio amico… Un passa parola transitato dall’avvocata dell’associazione Guaraní Yvyrupá, dal corpo speciale dell’esercito Forza Nazionale e arrivato ai fazendeiros con l’invito a farmi passare perché “il padre svolge un’attività pastorale con i bambini indio”. Un solo rimprovero: “Non cambi macchina un’altra volta, altrimenti non la riconoscono!”.







