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La testimonianza di padre Salvador

La casa si è fatta silenziosa, quasi vuota. Nel grande refettorio è sparita l’allegria e la lingua spagnola ha lasciato di nuovo il posto alla nostra italiana. I missionari e le missionarie che hanno partecipato ai tre mesi di aggiornamento sono ripartiti, ciascuno per la propria destinazione: Bangladesh, Brasile, Camerun e Ciad, Congo, Filippine, Giappone, Indonesia, Messico, Sierra Leone... con la stessa valigia con cui erano arrivati, ma con maggiore spirito di fraternità.

Sono tutti consapevoli che insieme alle gioie troveranno e incontreranno anche le difficoltà della missione; ma portano in cuore le parole di Cristo: “Avrete la forza dello Spirito Santo e mi sarete testimoni... fino agli estremi confini della terra”.

Un saveriano messicano: Salvador fac totum

Salvador Lagunas Navarro è un missionario saveriano del Messico. È nato a Salamanca in una famiglia di agricoltori, primogenito di cinque figli. Troverete interessanti le risposte ad alcune domande che gli ho rivolto.

Quando hai conosciuto i saveriani?

Sono entrato nel seminario saveriano di san Juan del Rio quando avevo dodici anni. Ho fatto tutti gli studi con i saveriani; perciò, come dite voi italiani, io ho fatto tutta “la gavetta”. Ma non ho solo studiato. Durante le vacanze da mio padre ho imparato a fare varie attività, come l’imbianchino e il saldatore, che ancora oggi cerco di praticare con passione.

Sono stato ordinato sacerdote nel 1995 e mi hanno nominato economo del seminario dove io ero cresciuto, proprio a san Juan del Rio, un lavoro che ho svolto fino a tre mesi fa.

Qual è stata la tua esperienza come economo?

Il seminario saveriano accoglieva oltre settanta alunni e mi richiedeva molta attenzione, una cura costante e anche un po’ di fatica. Il tutto era confortato dalla preghiera e dalla Provvidenza. Sì, perché se non c’è preghiera e denaro, che facciamo? (Sorride e mi guarda, quasi aspettando una mia risposta che non arriva, tanto è ovvio il suo pensiero. Poi continua...). Il mio lavoro mi ha permesso di avvicinare tanta gente generosa che ci sostiene economicamente e con la preghiera.

Avete fatto qualche esperienza pratica di lavoro?

Sì, missionari e studenti abbiamo lavorato insieme in una piccola fattoria allevando mucche, pecore, maiali e conigli. In questo modo ci fornivamo di carne e latte.

E adesso dove andrai?

Passerò un anno a Parigi per studiare la lingua francese; poi mi aspetta il Congo.

Cosa farai in Congo?

Vado in Congo per seguire lo spirito missionario del nostro fondatore, il beato Guido Conforti.

Li accompagniamo con la preghiera costante. Auguriamo a padre Salvador che possa condurre avanti la missione con lo stesso entusiasmo e spirito di sacrificio che lo ha guidato nei suoi primi anni di sacerdozio. Auguriamo a tutti i 21 missionari e missionarie, che sono stati con noi per tre mesi e sono ripartiti, di vivere pienamente la missione di Cristo in mezzo all’umanità. Noi tutti li accompagniamo con la preghiera quotidiana. Auguri fraterni!



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