Uno Spigolo per la Mistica: Il Tesoro Nascosto
Gesù, andiamo dicendo, è un personaggio così straordinario che si merita non solo di essere seguito, ma, perfino, che si lasci "effettivamente" tutto per consacrare a Lui tutta la vita in modo "perpetuo-esclusivo". Ricorderanno i miei venticinque lettori la breve ma importante parabola della perla preziosa o tesoro nascosto nel campo che quel contadino scoprì, mentre stava lavorando; andò a casa, pieno di gioia, dice il testo, e vendette "tutto" per comprarlo.
Ora, Cristo, la sua dottrina, il suo regno sono un tesoro talmente "unico", talmente "essenziale" che val la pena vendere davvro "tutto ", non solo "affettivamente", ma anche "effettivamente”.
E un secondo modo di vivere la consacrazione battesimale. prevista da Gesù con il celebre-importante episodio del Giovane ricco: "Ti manca ancora una cosa - gli dice Gesù - va, vendi ciò che hai e dallo ai poveri, poi vieni e seguimi, e avrai un tesoro in cielo”. Si tratta di ciò che, in termini tecnici, si chiama "vocazione", o consacrazione "esclusiva" a Cristo e al Mondo: la chiamo "esclusiva", perché "esclude" il possesso dei beni terreni e, per conseguenza, anche lo sposo-sposa.
E la vita di coloro che si dedicano in modo "esclusivo" alla pratica delle quattordici opere di misericordia:è la vita di Teresa di Calcutta.
I genitori, che hanno grazia di essere "credenti" pregano-sono-felici-si-gloriano di offrire al Signore un loro figlio-figlia: cioè non li amano per "tenerli" ma per ri-darli e ri-consegnarli generosamente a Colui che ne vuol fare degli apostoli del suo Regno: i genitori "credenti" imitano Abramo che offrì il figlio: se ne vantano e ne sono felici, perché sanno bene che la vita terrena è vita di esilio; sanno bene che non è fatta per vivere e stare insieme; sanno bene che è solo l'eternità il raduno definitivo e dell'amore completo-totale: sposo-sposa-figli.
Del resto la fede dei genitori "credenti" sa bene che, nell'altra vita, la loro gioia sarà anche più completa, più perfetta se i loro figli saranno accompagnati dal corteo delle anime cui hanno fatto del bene come apostoli di Cristo. Del resto i figli consacrati a Cristo non sono affatto "persi", anzi rimangono più affezionati e presenti ai loro genitori che non quelli sposati: anzi, i genitori stessi partecipano "vitalmente" all'avventura apostolica dei loro figli. Anche la parrocchia deve "preoccuparsi" del problema grave delle vocazioni.
Si deve ricordare che una comunità "credente" non è ancora "matura" finché non esprime, quasi spontaneamente-facilmente, questi che sono "i" segni classici d'una fede "adulta': Ovviamente la prima responsabilità gravita sulla coscienza del parroco e dei genitori. Un apostolo che non fa un altro apostolo vuol dire che non ci crede "completamente”. Sanno bene i genitori che l'atto della generazione ha da essere "oblativo", non "possessivo": sanno bene che questi sentimenti "contrastanti" o di egoismo o di oblazione si possono ripercuotere nel figlio che ne può subire il contraccolpo. Grave in questo senso è la responsabilità dei genitori.








