Una singolare avventura congolese
Per dirgli grazie gli hanno portato un sacco di riso
Kizito Batasema e i suoi otto compagni sono bambini di strada. Per sopravvivere trasportano sacchi di sabbia, bagagli. La sera, dopo aver fatto un bagno nel lago, vanno nei piccoli ristoranti della zona a mangiare e a spendere il poco denaro guadagnato.
Kizito, quindici anni, il maggiore del gruppo, ha proposto ai suoi compagni di risparmiare e così acquistare un carretto per non portare più i pesi sulla testa e per guadagnare di più. Arrivati a 300 dollari di risparmio, i ragazzi affidano il loro denaro ad un commerciante venditore all’ingrosso di sabbia, che si è impegnato ad acquistare per loro il materiale necessario per fabbricare il carretto: pneumatici usati, assi, e la struttura.
I ragazzi aspettano per portare il tutto ad un meccanico che si è impegnato a fabbricare il carretto. Ma il commerciante non dà più ai ragazzi né il denaro, né il materiale. I ragazzi allora vanno a chiedere un’assistenza giudiziaria nella causa da essi intentata al Tribunale contro il commerciante. Un avvocato viene messo a loro disposizione.
Benché abbia dato 500 dollari ciascuno a due avvocati perché lo difendano, il commerciante viene condannato a due anni di prigione, alla restituzione dei 300 dollari ed a pagarne 500 come rimborso dei danni e interessi. L’avvocato dei ragazzi li accompagna poi presso una persona di fiducia, accertandosi che avrebbero avuto il loro carretto.
Riconoscenti, i ragazzi comprano un sacco di riso e lo portano al loro difensore. Ora, con il loro carretto, fanno del piccolo commercio, non si affaticano più a trasportare grossi pesi sulla testa ed hanno una specie di cooperativa di mutuo soccorso.
Il loro avvenire è promettente.








