Una lunga missione d’amore
Presentiamo alcuni cenni biografici delle tre saveriane martiri. Una lunga vita di servizio e di amore missionario, al femminile, ispirato da profonde convinzioni, anche nelle debolezze legate agli acciacchi e all’età avanzata. La missione è una scelta per tutta la vita.
Sorella Olga Raschietti
Olga (nella foto sopra) aveva da poco compiuto 83 anni. Era nata a Montecchio Maggiore (Vicenza) il 22 agosto 1931. Nel 1968 era partita per lo Zaire (Congo RD), dove aveva svolto con passione e dedizione attività di pastorale e catechesi in varie missioni nella diocesi di Uvira, nel Sud-Kivu. Con fede e coraggio aveva vissuto le vicende delle guerre che hanno insanguinato i Paesi dei grandi Laghi africani. Nel 2010 era stata inviata nella missione di Kamenge, in Burundi, in un quartiere popolare della periferia di Bujumbura. Raccontava nel luglio 2013:
“Sono ormai sulla soglia degli ottant’anni. Nel mio ultimo rientro in Italia, le superiore erano incerte se lasciarmi ripartire. Un giorno, durante l’adorazione, pregai: «Gesù, che la tua volontà sia fatta; però tu sai che desidero ancora partire». Mi vennero limpidissime in mente queste parole:
“Olga, credi di essere tu a salvare l’Africa? L’Africa è mia. Nonostante tutto, sono però contento che parti: va’ e dona la vita!». Da allora, non ho più dubitato”.
Sorella Lucia Pulici
Lucia (foto accanto) avrebbe compiuto 75 anni l’8 settembre. Era nata nel 1939, a Desio (MB). Nel 1970 partì per il Brasile, dove svolse per dodici anni la sua professione di infermiera e ostetrica, soprattutto nei quartieri più poveri.
Nel 1982 venne inviata in Zaire (Congo RD), dove rimase per venticinque anni, fino al 2007, continuando il suo servizio di ostetrica e infermiera nelle diocesi di Uvira e di Bukavu. Era a Kamenge, periferia di Bujumbura, dall’ottobre del 2007. Nell’ottobre scorso, alla vigilia del suo ritorno in Burundi, diceva:
“Sto tornando in Burundi, alla mia età e con un fisico debole e limitato, che non mi permette più di correre giorno e notte come prima. Interiormente però credo di poter dire che lo slancio e il desiderio di essere fedele all’amore di Gesù per me concretizzandolo nella missione è sempre vivo.
La missione mi aiuta a dirgli nella debolezza: «Gesù, guarda, è il gesto d’amore per te»”.
Sorella Bernardetta Boggian
Bernardetta (foto accanto) aveva 79 anni. Era nata a Ospedaletto Euganeo (PD) il 17 marzo 1935. Nel 1970 era partita per lo Zaire (Congo RD), dedicandosi con passione e amore al lavoro pastorale e in particolare alla promozione della donna, le scuole di alfabetizzazione e di formazione per ragazze e donne.
Nel 2007 venne inviata a Kamenge, in Burundi, dove svolgeva attività pastorale e caritativa, con una capacità di incontro semplice e fraterno che supera le barriere della nuova lingua. A fine agosto 2013, alla vigilia della sua ripartenza per il Burundi, aveva scritto:
“Occorre nutrire in noi uno sguardo di simpatia, rispetto e apprezzamento dei valori delle culture, delle tradizioni dei popoli che incontriamo. Questo atteggiamento, oltre che dare serenità al missionario, aiuta a trovare più facilmente il linguaggio e i gesti opportuni per comunicare il vangelo.
Nonostante la situazione complessa e conflittuale dei Paesi dei Grandi Laghi, mi sembra di percepire la presenza di un regno d’amore che si va costruendo, che cresce come un granello di senape, di un Gesù presente donato per tutti.
A questo punto del mio cammino continuo il mio servizio ai fratelli africani, cercando di vivere con amore, semplicità e gioia”.








