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Il 2017 è iniziato da poco, ma ci ha già regalato una notizia attesa da molto tempo. Si tratta dell’avvio ufficiale del dialogo del governo cinese con la chiesa cattolica. I saveriani, che avevano iniziato la loro prima missione in Cina, dove san Francesco Saverio non era riuscito a entrare, esultano per questa notizia.

La profezia di san Guido Conforti

I saveriani in quel grande paese cercano di promuovere la conoscenza e l'amicizia tra il popolo cinese e l'Italia. Scambio di informazioni e visite regolari per scopi scientifici c’erano già stati in questi ultimi anni per la presenza del Museo Cinese ed Etnografico da noi gestito a Parma. Questa notizia ci ricorda il profondo affetto del fondatore san Guido Conforti per quella immensa nazione, da lui profetizzata come la più ricca e più importante nel mondo futuro.

Tre anni prima della sua morte, nell’autunno del 1928, il vescovo Conforti aveva deciso di visitare i missionari che lavoravano in Cina. Volle anche andarci per conoscere il popolo che li aveva accolti come messaggeri della novità evangelica. L’ammirazione del Conforti per i cinesi fu immensa, tanto da cancellare dal suo vocabolario molti pregiudizi di quei tempi.

Per fare del mondo una sola famiglia”, come ripeteva il fondatore, occorreva prima di tutto un grande rispetto per le culture, le tradizioni e le religioni dei popoli.

Il missionario doveva essere la “proposta”, la lettera di Dio ai figli che non lo avevano ancora incontrato, una lettera attesa che avevano già pregustato nei loro libri sacri pieni di “segni del Verbo”. 

In Terra Santa, come i Re Magi

Nel gennaio del 2010, con il consenso del governo cinese, c’era stato il primo viaggio di pellegrini cinesi in Terra Santa. Erano giunti, prima di loro, vari gruppi cinesi provenienti da nazioni dove si erano stabiliti dopo le rivoluzioni sociali e politiche del loro grande paese di origine. Costoro però non avevano il consenso ufficiale del governo di Pechino.

Allora ero parroco a Tiberiade, sul lago di Galilea. Giunsero al convento circa 50 cinesi. Furono ospiti dei francescani, a pochi passi dalla chiesa di San Pietro. Sono stati giorni memorabili, seguiti dalla visita di altri gruppi.

Tutti avevano la gioia e il coraggio dei pellegrini venuti da lontano, per rendere omaggio al bambino divino come i Re Magi, attratti da una cometa a Betlemme, rappresentanti delle nazioni, Cina compresa. 



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