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Don Maurizio Bolzon e don Davide Vivian sono in partenza per il Mozambico, inviati dal Vescovo alla diocesi di Beira. Con loro partirà anche don Giuseppe Mazzocco, della diocesi di Adria-Rovigo, per un progetto interdiocesano di collaborazione missionaria.

Nuova presenza a Beira

La chiesa vicentina ha avuto e continua ad avere una dimensione missionaria, grazie ai molti missionari e missionarie sparsi nel mondo, grazie ai molti presbiteri “fidei donum” donati ad altre chiese, grazie ai molti laici partiti come volontari. La chiesa vicentina sta scoprendo che deve essere ancor più missionaria nel suo territorio: verso le giovani generazioni, gli stranieri immigrati, verso chi ha perso i contatti con la fede e con la comunità cristiana.

Ma è pure consapevole che non può dimenticare il mondo e la chiesa universale.

Il presbiterio vicentino ha deciso all'unanimità di restare aperto alla missione “fidei donum” in Africa. Questa scelta si concretizza nella nuova presenza missionaria in Mozambico. È certamente un frutto maturo di tutta la rete missionaria tessuta nel tempo e anche dell'anno giubilare della misericordia.

A Beira, ad attenderli, c'è mons. Claudio Dalla Zuanna e anche altri missionari vicentini: religiosi della Pia società San Gaetano, due comunità di suore Orsoline del Cuore Immacolato di Maria, e un saveriano.

Debitori del vangelo

Ogni partenza di fidei donum ci ricorda le parole dell'Apostolo: “Guai a me se non annunciassi il vangelo!”. Ci ricorda che abbiamo un debito verso l'umanità - ben più vasta della mia parrocchia o della mia diocesi - ed è il debito del vangelo, che abbiamo ricevuto per condividerlo.

Ci ricorda che solo “donando si riceve”, solo “spendendo si guadagna”.

Lo ricorda a questa nostra diocesi che sta vivendo, talvolta con paura e sfiducia, un tempo di profondi cambiamenti.

La chiesa, alla quale il vescovo invia questi presbiteri, ha vissuto momenti molto difficili, fino a rischiare di sparire a causa della persecuzione e della guerra civile. Ora sta ripartendo e chiede la nostra collaborazione. Siamo felici di poter offrire il nostro aiuto, con umiltà, discrezione, ma anche generosità e spirito di comunione.

Le parole di papa Francesco, che continuamente ci invitano a essere “chiesa in uscita”, rischiano di rimanere slogan vuoti, se non conducono a una reale “conversione missionaria”. I nostri fratelli che stanno per partire e tutto il mondo missionario possono aiutare la chiesa a vivere questa “conversione”, oggi più che mai urgente e necessaria.



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