Un tetto per i poveri
Nei documenti dell’ultimo capitolo dei saveriani in Italia leggiamo: “Non si tratta di fare noi quello che deve fare la Caritas e le amministrazioni civiche, ma di avere il coraggio di aprire il cuore e la casa alla vera solidarietà. Con un po’ di audacia, possiamo essere profetici accettando di vivere esperienze di accoglienza e di ospitalità ai rifugiati, agli immigrati, ai senza fissa dimora. Tutto questo in forma temporanea”.
Un’opera molto utile
In sintonia con queste indicazioni, da alcune settimane nella comunità saveriana di Desio è stato riaperto il centro di accoglienza notturno temporaneo (CANT). Riaperto, perché è un’iniziativa che si realizza già da qualche anno in collaborazione con i servizi sociali dei comuni di Desio e Seregno. È un’opera molto utile per tante persone che sempre più spesso finiscono per trovarsi in difficoltà economiche o sociali. Alcuni ospiti sono tornati, altri sono nuovi, a testimoniare che queste “emergenze” sono sempre presenti.
La struttura rimane attiva per tutto il periodo invernale, fino ad aprile. Agli ospiti ovviamente si dà un letto per la notte e la sera un pasto caldo. Durante il giorno, invece, escono per fare qualche lavoro o per cercarlo, perché questa è una soluzione provvisoria.
Sostegno umano e civico
Gli ospiti quindi sono aiutati a reagire alla loro situazione e a trovare nuove risorse.
In questo cammino sono sostenuti, anche da un punto di vista umano e psicologico, da alcuni collaboratori volontari.
Con cadenza periodica settimanale si fa presente anche la Croce Rossa, qualora qualche ospite avesse bisogno di cure mediche particolari.
L’esperienza ha sempre dato risultati positivi per il raggiungimento delle finalità che ci siamo prefissi nella realizzazione di questo progetto.
È soddisfacente anche per quanto riguarda i modi della gestione.
È bella soprattutto la sinergia tra i servizi sociali, i laici volontari e i missionari saveriani.








