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Un’intera famiglia in missione, Da Taranto a Taipei con entusiasmo

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Nella sua lettera pastorale sulla famiglia, il Papa afferma: “Come già agli albori del cristianesimo, Aquila e Priscilla si presentavano come coppia missionaria, così oggi la chiesa testimonia la sua incessante novità e fioritura con la presenza di coniugi e di famiglie cristiane che, almeno per un periodo di tempo, vanno nelle terre di missione ad annunciare il vangelo, servendo l’umanità con l’amore di Gesù Cristo” (Familiaris consortio, 54).

Venerdi 7 gennaio nella cattedrale di Taranto l’arcivescovo mons. Papa ha conferito il mandato missionario alla famiglia tarantina di Sara e Marco Saraceno. La destinazione è Taipei, capitale di Taiwan, repubblica democratica cinese, unico lembo della Cina in cui è consentita la presenza di missionari cattolici.

Crediamo nella Provvidenza

Marco ha 31 anni ed è laureato in lingue moderne a Londra. Attualmente è impiegato in un’azienda eolica nel settore sicurezza dell’ambiente. Sara ha 24 anni ed è casalinga. Si sono sposati nel 2000 e hanno 3 figli: Davide, Stefano e Giampaolo. Hanno maturato la loro decisione di partire per la missione dopo un lungo cammino di fede, iniziato dall’adolescenza, nella comunità della parrocchia di san Lorenzo a Taranto.

Marco è stato per 14 anni a Londra con i suoi genitori, Giovanna e Pino. Racconta: “A Londra vivevamo nella precarietà. Ho vissuto difficoltà e sofferenze, ma anche grandi gioie, soprattutto per l’unione in famiglia e per la provvidenza con cui Dio ci ha assistito in ogni necessità. È stata una storia che mi ha segnato. Ma anche a Taranto, come capo famiglia, ho sperimentato con certezza che Dio provvede. È questa certezza che mi spinge ad andare in missione. Il vescovo di Taipei ha chiesto famiglie cristiane per l’attività di evangelizzazione. Là i cattolici sono solo il 5 per cento; gli altri seguono la religione tradizionale”.

Nelle mani della Vergine

Anche Sara ha avuto due genitori meravigliosi: Raffaella e Giovanni Polimeri. “Già da piccola - dice - mi hanno introdotto nella chiesa, mi hanno insegnato i valori veri, testimoniando una fede adulta. Mi colpiva la loro generosità nel condividere con gli altri la fede in Gesù Cristo, annunciandolo in ogni occasione. All’inizio del matrimonio, Marco non aveva un lavoro fisso, eppure non ci mancava niente. Oggi, dopo aver visto tanti miracoli, credo sia giusto non restare in silenzio, ma condividerli con altri fratelli. Le testimonianze raccontate dalle altre famiglie in missione hanno contribuito ad accrescere in noi il desiderio di partire. Ho affidato la nostra missione alla Vergine”.

Non sono mancati gli incoraggiamenti e i gesti di solidarietà, ma neppure le incomprensioni. “Tra i parenti - racconta Marco - ci sono preoccupazioni, talvolta malumori. Non è facile accettare le motivazioni della nostra scelta, presa proprio ora che ho un impiego stabile. Anche nell’ambiente di lavoro la nostra decisione ha suscitato stupore. Ma alcuni gesti ci hanno fatto capire che il Signore ci sta precedendo”. Un collega di Marco ha seguito le pratiche burocratiche. Una signora sconosciuta ha offerto del denaro per il rinnovo dei passaporti. Le famiglie della comunità hanno provveduto ai biglietti aerei.

Come oro, incenso e mirra

“Partiamo - dicono Marco e Sara - con la benedizione e gli auguri del nostro vescovo. Ci ha colpito la premura paterna del nostro Pastore. Ci siamo sentiti amati e siamo ora più consapevoli di essere missionari della chiesa di Taranto”. Il vescovo ha detto loro: “I re magi hanno portano oro, incenso e mirra. Voi portate a Taipei i tre figli. Portateli al Signore, donateli a lui e offrite voi stessi in dono, come segnale dell’amore grande che avete per Dio”.



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