I ragazzi si raccontano
All’inizio, ero contrario alla scelta della mia scuola (Ipsar Gramsci di Cagliari) di punire i ragazzi che si sono comportati male con lavori socialmente utili. Eppure, in un attimo mi sono trovato alla Caritas. Quando sono arrivato ero spaesato, ma poi ho incontrato un volontario con cui successivamente ho iniziato a parlare. Il suo nome è Claudio.
Ci ha spiegato come funzionava il tutto, cosa potevamo osservare, l’ambiente che avevamo intorno. Ho visto tanto, forse troppo. E non lo immaginavo… Ho visto persone in crisi per una relazione andata male, tossicodipendenti, alcolizzati, anziani che non avevano nulla ma che oltre al pasto erano felici solo con un sorriso. È una realtà e un mondo diverso. Una persona mi ha detto che viene perché costretta dalla povertà economica e interiore. Se potessi aiutarli tutti! Mi sono sentito più ricco dentro, perché ho visto ciò che non vedevo prima. Queste persone non vanno reputate diverse e neppure perse. Hanno bisogno di mangiare, di socializzare con gli altri, di divertirsi, di avere un posto dove dormire, di una parola di conforto e di un sorriso. Ho iniziato a capire qualcosa di più sulla vita e forse, con piccoli gesti, riesco a farli sentire qualcuno.
Il quinto giorno di sospensione sarà indimenticabile per la mia vita… Un senza tetto mi ha regalato dei biscotti. È incredibile che signori senza soldi, anche con piccole cose ti facciano sorridere. Non avevo niente per ringraziarlo e lui mi ha risposto che non voleva essere ricompensato, per lui la cosa importante era rendere felici le persone bisognose nei momenti più bui. Per un momento ho pensato leggesse nel mio pensiero! Mi sono sentito piccolo, fragile, con un cuore buio che deve crescere… Mi sono scese due lacrime e ho sentito una scossa che non dimenticherò mai… Sono le cose belle della vita. Non ha importanza il valore economico di un oggetto, ma se il gesto è fatto col cuore.
La Caritas mi ha reso una persona più aperta con le persone bisognose, mi ha fatto capire il vero senso dell’amicizia che non è per tutti. Però queste persone hanno qualcosa che altre non hanno: un cuore e un’anima leale e sincera. La sospensione non mi è servita solo per punizione, ma per farmi capire cosa sbagliavo e come funziona la vita (Cristian Marcia).
Con gli scout a Marina Piccola
Ho partecipato al campo estivo “Piccole Orme” a Marina Piccola di Cagliari, che aveva come tema “Pirati dei Caraibi”. Appena arrivato, ero un po’ spaventato. Non conoscevo nessuno. I capi scout ci hanno riunito, poi ci siamo messi in cerchio e abbiamo fatto dei canti mimati. Alcuni li conoscevo altri no.
Dopo aver sistemato le nostre cose, abbiamo raggiunto la Sella del diavolo (sopra la spiaggia). È stato molto stancante, ma il panorama al tramonto, dopo essere saliti in cima, era bellissimo. Quando siamo scesi per poco non sbagliavamo strada, ma siamo riusciti ad arrivare per la cena e le attività prima della notte.
Il secondo giorno l’abbiamo trascorso al mare, tra tuffi, sub e kayak. Abbiamo provato anche la barca a vela, dopo una lezione teorica. È stato difficile farla andare dritta. La giornata si è conclusa con qualche sketch.
La domenica, è venuto p. Oliviero Ferro per celebrare l’Eucaristia. Ed è stata la messa più divertente che ho fatto. Era animata, danzata e cantata. Poi, abbiamo fatto una cornice per la foto ricordo. Una caccia al tesoro per recuperare la chiave di un forziere e la firma sui canzonieri hanno concluso la giornata. Ho voglia di ripartire! (Luca)







