Un grande senso di famiglia: Benedetto, umile servo del Signore
Al fondatore dei missionari saveriani, il beato Conforti, influenzato com’era dal vangelo, piaceva tanto chiamare “famiglia” la sua congregazione. Anche nelle “regole”, infatti, si trova spesso l’espressione “spirito di famiglia”. Descrive bene il clima che si deve respirare tra i membri della congregazione e in tutte le case in cui essi vivono e lavorano come missionari.
Questo pensiero mi girava per la mente quando pensavo ai contenuti di questa pagina. I parenti di due missionari saveriani, una parrocchia e una scuola materna potevano avere una convergenza proprio nella realtà di famiglia.
Due papi: il santo e il servo
“Guardate come si amano!”: era la constatazione che spingeva i pagani a unirsi ai cristiani. Se poi all’annuncio segue la testimonianza, allora si spiegano quei cartelloni per papa Wojtyla con la scritta “santo subito!”. Capiamo perché tanta gente ha fatto visita alla sua tomba. È venuto da lontano, ma si è inserito nel cuore del mondo. Grazie, Giovanni Paolo II.
Poi, è esploso il “fenomeno Benedetto XVI”. Sapevamo già molto del nuovo papa il cardinale Joseph Ratzinger, teologo noto a tutto il mondo cristiano. Ma migliaia di giornalisti accreditati dei giornali e delle televisioni hanno voluto aggiungere altri dettagli meno importanti. Così ci hanno detto che quando è apparso sulla loggia di San Pietro, sotto la veste un po’ improvvisata, anziché la camicia con i classici gemelli, papa Benedetto indossava un maglione nero e al polso aveva un orologio di marca tedesca.
Già questo mi aveva dato un senso di familiarità. Ma poi, quando papa Benedetto si è presentato alla famiglia della chiesa e del mondo definendosi come “servo”, ha confermato la prima impressione. Pensando alla famiglia, mi sono subito chiesto se il papa sapesse che in Italia il servo di famiglia oggi si chiama colf, “collaboratrice o collaboratore familiare”. Ma io non sono un sindacalista e mi piace il termine “servo”, che anche Gesù usava per se stesso.
Il papa di tutti i popoli
L’incontro di papa Benedetto con il mondo è avvenuto a San Pietro tramite le 142 delegazioni ufficiali. Mentre l’incontro con la chiesa cattolica è avvenuto tramite alcuni rappresentanti della gerarchia e del laicato. Questi non sono stati scelti tra i fedeli romani, di cui egli è vescovo, ma dalle chiese dei cinque continenti, di cui egli è papa.
Questo particolare ha colpito molto alcuni amici indonesiani. Mi hanno scritto: “pensavamo che il papa fosse solo nostro, pastore del gregge cattolico; e invece abbiamo visto che è pastore di tutti gli uomini”. Infatti, il giorno seguente papa Benedetto XVI si è recato nella basilica di San Paolo. Sulla tomba dell’apostolo delle genti, egli ha incontrato i rappresentanti delle altre religioni.
Questi sono i gesti profetici con i quali il nostro papa ha voluto indicare il tipo di servizio che egli intende dare alla chiesa, nel suo interno e nella sua missione. È un servo di famiglia. Una famiglia davvero grande, tanto quanto lo sono la famiglia umana e quella cattolica.








