Un evento coinvolgente
(di: Basile e Severin)
Il terzo evento si è svolto lunedì 8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, nella parrocchia di San Patrizio a Parma. La parrocchia è stata scelta per il servizio d’accoglienza che svolge con i migranti e anche perché è stata luogo di esperienza pastorale di Alessio Crippa, come parrocchia d’adozione.
L’ordinazione al diaconato
Qui si è celebrata l’ordinazione al diaconato dei nostri quattro giovani saveriani, per l’imposizione delle mani di mons. Giorgio Biguzzi, vescovo emerito di Makeni in Sierra Leone. Hanno detto “Eccomi!”, Alessio Crippa, Carlos Eduardo R. Tostado, Emmanuel A. Mwassa e Romualdus Juang.
Il vescovo ha esortato loro, e coloro che erano presenti, a essere portatori del “fuoco del vangelo”. Ha invitato tutti i giovani a fare una scelta: chi affiancandosi a un missionario, chi a un prete, chi a una coppia di sposi, chi a una suora, per decidere della propria vita.
La celebrazione è iniziata alle dieci del mattino, in presenza di una marea di gente venuta da Parma, Ancona, Udine, Salerno, Sardegna e Messico. Grande è stata la gioia e la commozione dei presenti, che li hanno accompagnati con la preghiera e l’affetto.
Lui chiede solo per dare!
La reazione dei partecipanti nei tre giorni di eventi è stata unica. Tutto è stato ben preparato, ben animato e gradevole. Mi chiedo: “È stato un evento visto da lontano, senza toccare il mio cuore, oppure quell’emozione nel vedere quelle vite donate per sempre a Dio ha provocato in me qualche interrogativo per la vita?”.
Se quella loro scelta definitiva per la missione non ha interrogato la mia persona, allora l’emozione sentita, anche con la massima carica di gioia, si affievolirà o sarà soffocata presto senza dare frutto. Ma se è per paura di prendere una decisione che sto ancora esitando, adesso dico a me e a tutti i miei coetanei: basta con le incertezze! Ricordiamo che quando l’uomo chiede, chiede sempre per ricevere, ma quando Dio chiede, chiede solo per dare e dare abbondantemente, diceva Antonin Gilbert Sertillanges.
La scelta definitiva dei nostri quattro amici e confratelli esprime questa verità in modo meraviglioso e sottile, con una grandezza smisurata e forte, perché dalla loro testimonianza abbiamo capito che hanno scelto di essere felici in Dio. Sono convinto che neanche la morte porterà loro via ciò che hanno dato all’Amore, perché si tramuterà in eterna felicità.





