Un amore agricolo…
P. Marcello Storgato ricorda la cognata Carmela Marchesin, salita al cielo ad inizio luglio, e un tempo senza età.
Care sorelle Daniela, Graziella, Patrizia, vi penso intensamente in queste ore in cui il silenzio e l’ascolto intimo di una vita materna adorabile sono esigenze figliali e misteriose, da sembrare impossibili. Voi tre figlie avete amato e servito mamma Carmela, senza una sua parola - lei che ci teneva tanto a dire la sua -, senza un suono - lei che amava cantare con quella voce inconfondibile -, senza un sorriso - lei che sapeva accarezzare e incoraggiare... Tanti anni, passati come nel vuoto, quel “buco nero” inspiegabile e tremendo, che non ti fa capire né intuire cosa passa per la mente, con gli occhi fissi e interroganti. Mi unisco a voi tutti in preghiera. Il Signore, da lei tanto amato e invocato, accolga la sua anima, ponendola tra le braccia del caro sposo Tullio, e la presenti al bacio atteso di Mario, Gianni ed Irene. E di Abramo ed Emilia Marchesin, i genitori del Veneto. Anch’io ti mando un bacio, cara cognata. Prega per me e tutti i missionari qui in Bangladesh. Grazie.
Di Carmela non si finirebbe mai di parlare, raccontare. Solo un aneddoto, di quando era ancora giovane sposa. I fratelli Storgato, Aldo, Lino e Tullio, si erano da poco divisi e avevano una casa ciascuno. Tullio faceva il contadino, vendeva la sua verdura ai Castellani e Montoriani che poi la portavano a Roma. In più, stava mettendo su una specie di negozio agricolo... Le figlie aiutavano in negozio, Carmela nell’orto, oltre che a sbrigare le faccende di casa. Un giorno, Tullio aveva una gran febbre, non avrebbe dovuto andare nell'orto a raccogliere i fagiolini... Ma c’erano 6 bocche da sfamare. Ad un certo punto, tra le canne dei fagiolini rampicanti, vede arrivare Carmela, con un vassoio in mano: una moka ancora fumante, 2 tazzine, lo zucchero, tre ciambelle calde. La colazione preferita di Tullio! Lui le prende il vassoio, lo adagia sul cesto e abbraccia forte Carmela: “Il bacio più bello e memorabile della vita e uno dei caffè migliori con una moglie così innamorata, che commozione!”. Il calore dell'amore ha reso tiepida la febbre! Un amore... agricolo!
Delle tre nuore di casa, papà Duilio aveva un debole per Carmela, forse perché la vedeva più impegnata nella vita cristiana e spirituale. Ogni domenica mattina vedevamo Duilio andare verso la casa di Carmela e Tullio; in mano aveva “Famiglia Cristiana”, acquistata in chiesa. Lui aveva già sfogliato gli articoli migliori e le diceva di leggerli, a voce alta. Lei leggeva, lui ascoltava e annuiva con il capo. Era la sua “lettura spirituale” della domenica.







