Umanità e Intelligenza Artificiale
Da alcuni mesi pensavo di scrivere su un tema ormai diventato di dominio pubblico: l’Intelligenza Artificiale. Anche i Saveriani, con gli amici di “Missione Oggi” hanno ceduto alla tentazione, dedicando un interessante dossier sul numero 5/2023 della loro rivista. Ho letto, mi sono informato, ho cercato di capire l’importanza di uno strumento in apparenza rivoluzionario su cui si ironizza o si prende troppo sul serio. Papa Francesco, con maestria e, ammetto, anche a mia grande sorpresa, l’ha messa al centro del Messaggio per la Giornata mondiale della pace di quest’anno. Potete trovarlo, in sintesi, anche sul nostro giornale (nel numero di Gennaio 2024) oppure online. Le implicazioni etiche, le preoccupazioni per una deriva tecnicista che pongano in secondo piano l’umano, sono da considerare meritevoli di una riflessione. Francesco stesso mette in guardia le nazioni perché puntino ad un utilizzo consapevole e regolamentato di uno strumento ancora inesplorato. Una mia opinione? Non me la sono ancora fatta del tutto. Forse, prevale il timore. Al pensiero che un algoritmo possa comporre testi, musica e tanto altro mi spaventa. Non mi fa guardare con ottimismo al mondo dei diritti d’autore, della creatività, dell’estro, dell’artigianalità, anche della fatica. Non mi sono ancora avvicinato alla tanto famosa ChatGPT, lo strumento per generare nuove idee di contenuto o per scrivere interi pezzi di contenuto. Non ho voluto provare per scelta, almeno al momento. Voi cosa pensereste se un articolo o una testimonianza missionaria da un Paese lontano non fossero il frutto di un’idea, un’intuizione, un’emozione, ma di tutte queste cose mediate da un cervellone che poi sforna il prodotto richiesto?
In altri campi, pensiamo a quello medico, ritengo che tutti (almeno si spera di essere proprio tutti) possiamo trarre giovamento da un’applicazione che chiamare artificiale è limitante, visto che l’uomo dietro c’è eccome… Ma in ambito industriale? Migliorerà il modo di lavorare, lo faciliterà o sarà sostitutivo dell’opera umana? E in certi settori, come quello bellico (perché così dobbiamo definirlo visto l’ampliamento dei conflitti ormai in corso) avremo una normativa o questi interrogativi sono tardivi rispetto all’applicazione che già se ne fa, mentre facciamo scorrere fiumi di parole piene di speranze e paure? In gioco non c’è solo la Pace, ma l’umanità intera.








