Tra memoria, musica e allegria: Sissa ricorda p. Dante Bertoli
È stata una serata concertistica di successo quella celebrata nel ricordo del maestro e compositore Renato Dionisi, nel centenario della nascita, e del missionario sissese p. Dante Bertoli, scomparso dodici anni fa. Nel segno di questo doppio omaggio a Sissa, si sono esibiti il coro «Sant'Ilario» di Rovereto e il coro «Montecastello » di Neviano degli Arduini, nell'ambito della terza rassegna corale svoltasi nella chiesa parrocchiale di Sissa. Fra i vari ospiti era presente anche il maestro Veneri, grande compositore e direttore di cori.
Un omaggio doppio
Ma Sissa, Come accade ogni anno, Sissa ha ricordato un concittadino che si è distinto nel mondo della musica. Quest'anno il pensiero della comunità è andato a p. Dante Bertoli, missionario saveriano che si è impegnato con generosità anche in Bangladesh. Il missionario, infatti, faceva leva sulla sua fisarmonica e sulla sua voce da tenore per rompere il ghiaccio ed essere subito amico di tutti.
Dopo i saluti del parroco don Filippo Zappettini e del sindaco Grazia Cavanna, il maestro Eugenio Martani ha presentato i due cori e, prima dell'inizio dell'esibizione, ha letto alcuni cenni biografici di padre Dante: "Con la fisarmonica, le canzoni di montagna e qualche rimasuglio di Sanremo, il missionario riusciva a diventare amico anche... dei sassi. Nel 1958 la popolazione di Sissa festeggiò la sua partenza per il Bangladesh e gli offrì il viaggio".
La rassegna corale è iniziata con il canto del "Padre nostro". Il pubblico presente ha applaudito con affetto e soprattutto i vecchi maestri hanno dichiarato la loro gratitudine per il prezioso bagaglio che p. Dante aveva loro fornito per la loro attività di insegnanti.
Una "riffa" di cioccolato
Al termine non poteva mancare una gradita sosta attorno al tavolo imbandito, come piaceva tanto anche a padre Dante. I 60 coristi con i loro direttori, amici e invitati hanno trovato alla casa della gioventù le prelibatezze tipiche del nostro territorio e la serata è proseguita in allegria fino a tarda notte.
Abbiamo pensato anche a un gesto di solidarietà: vista la vicinanza della Pasqua è stata organizzata una "riffa" con due uova di cioccolato. Il ricavato è stato consegnato al parroco per i lavori di ristrutturazione della nostra chiesa, che sono ancora in corso.
È stata una serata magnifica. Credo che padre Dante non potesse essere ricordato in maniera migliore. Noi famigliari siamo soddisfatti e anche in futuro ci impegneremo affinché nostro cugino missionario non venga dimenticato, e soprattutto che il suo messaggio di fratellanza continui a essere trasmesso alle giovani generazioni.
Bertoli: missione e fisarmonica
Educato fin da bambino alle grandi rinunce (quando nacque, suo padre era già morto e la mamma morì un paio d'anni dopo), p. Dante Bertoli non ebbe difficoltà a spendersi per gli altri in un'impegnativa vita missionaria: in Bangladesh per soli 18 mesi, e poi nelle varie comunità saveriane come insegnante, amministratore e formatore dei ragazzi alla mondialità.
L'oggetto più prezioso del suo bagaglio apostolico era la fisarmonica, insieme alla sua voce da tenore. L'aveva usata molto e con successo, in tutti gli anni precedenti alla sua partenza per il Bangladesh; ed era certo che l'avrebbe aiutato anche in missione. E fu proprio così, stando a ciò che egli ha scritto.
"Nel 1959, in occasione della consacrazione episcopale di mons. Joseph Cordeiro, esplose la mia... fama di musicista! Alla fine del pranzo ufficiale, infatti, fui invitato a presentare un omaggio augurale al novello presule. Non ancora a mio agio con la lingua locale, pensai di usare la fisarmonica ed esprimere con la musica i miei sentimenti. Fu un successo, non tanto per l'esecuzione, quanto per l'originalità della trovata.
Alcuni giorni dopo fui costretto, dietro pressione dello stesso arcivescovo, ad accettare l'invito del direttore della radio Pakistana di mettere in onda due trasmissioni di musica italiana. E fu così che cominciarono ad arrivare inviti a non finire, anche da parte di hindu e musulmani. Nella primavera del 1960, ai festeggiamenti in onore del grande poeta bengalese Tagore, con la mia fisarmonica ho rappresentato la chiesa cattolica di Khulna".








