Skip to main content

Tra le braccia di Madre Teresa: Per morire con dignità

Condividi su

Madre Teresa, la suorina albanese, vissuta a Kalkata, è morta all’età di 87 anni, il 5 settembre del 1997. All’approssimarsi del giorno della sua morte, madre Teresa diceva:

"Sto proprio aspettando il giorno in cui incontrerò i miei amici in cielo, tutti coloro che sono morti in questa casa del Cuore Immacolato. Anche se san Pietro volesse fermarmi qui, come ha già fatto altre volte, questa volta, con l’intercessione potente di Maria, mi appellerò a Gesù, che mi darà il lasciapassare definitivo per andare in cielo".

Nella festa della Madonna Regina e Madre, il 22 agosto scorso, al Nirmal Hridoy di Kalighat, nel cuore pulsante di Kalkata (Calcutta), è stato celebrato il Giubileo d’oro del primo amore e del servizio ai più poveri dei poveri di madre Teresa di Calcutta.

Cinquant’anni prima, la suorina albanese aveva aperto qui la sua prima casa di accoglienza. Tanti ricordi, di quando madre Teresa cercava di saziare la sete dei moribondi abbandonati, raccolti dalle strade della città.

C’era l’arcivescovo di Kalkata, mons. Lucas Sirkar, le suore e i fratelli missionari di madre Teresa, una ventina di preti e tanta tanta gente, a stipare il pian terreno della casa di accoglienza fino all’inverosimile. C’erano soprattutto le persone che madre Teresa amava e serviva.

Durante la Messa, due poveri moribondi sono stati portati dentro dai volontari, quasi forzando il passaggio tra la folla. Sembrava di essere in quella casa di Cafarnao, quando i quattro portarono il paralitico davanti a Gesù, calandolo giù dal tetto...

All’offertorio sono stati portati all’altare due Registri con i nomi degli ospiti della casa di accoglienza: , il primo Registro, quello compilato da madre Teresa stessa all’inizio degli anni ’50, e l’ultimo, quello attualmente in uso.

Non è stato facile a madre Teresa trovare ed avere a disposizione la casa del Cuore Immacolato - Nirmal Hridoy, come si dice in lingua bengalese -, per ospitare i moribondi abbandonati, proprio nel cuore dell’immensa metropoli: "Sì, veder morire la gente per strada è brutto; ma averli proprio sotto casa... questo è troppo!" - commentava la gente del posto, tutti ferventi hindu.

Avremmo reagito così anche noi! Quanti proprietari preferiscono avere gli appartamenti vuoti piuttosto che darli in affitto ad immigrati, che pur stanno bene di salute e sono qui per lavorare!

L’ispirazione di aprire quella casa, madre Teresa l’ebbe un giorno quando venne a sapere che un ammalato grave, portato all’ospedale pubblico, non era stato ammesso ed era morto poco dopo: "Devo trovare una casa, un tetto in cui raccogliere queste povere persone, perché possano almeno fare una morte con dignità".

Ricorda suor Nirmala, la superiora che è succeduta a madre Teresa: "Quando la gente moriva per le strade di Kalkata e nessuno se ne curava, madre Teresa se li prendeva in braccio e li portava qui, in questa casa che è diventata la casa dei moribondi abbandonati, perché potessero almeno morire con dignità".

Un uomo con il corpo pieno di vermi. Madre Teresa non esitò a prenderlo in braccio e portarselo in casa; lei stessa se ne prese cura, togliendo uno ad uno quei vermi, che sembravano moltiplicarsi e crescere ogni giorno più numerosi. "Non hai paura di quei vermi? non ti fanno schifo?" - obiettava qualcuno. "Sto prendendomi cura di Gesù" - rispondeva lei.

Un uomo, sul punto di morire disse: "Sono vissuto tutta la vita come fossi un animale; ora muoio come fossi un angelo".

Solo al Nirmal Hridoy sono stati accolti ben 76.313 moribondi. Di questi, 32.084 sono morti. In maggioranza sono uomini, migrati a Kalkata in cerca di lavoro. Sono soprattutto tiranti di ricksò, portantini, operai sfruttati in lavori pesanti; persone senza identità, che preferiscono vivere e morire in incognito.

Da quella prima casa, aperta 50 anni fa, oggi le case per i moribondi sono 303: 133 in India e altre 170 sparse per il mondo.

Madre Teresa soleva dire: "Meno abbiamo, più riusciamo a dare. E’ un assurdo, ma è la logica dell’amore".

Non c’è cosa peggiore per un essere umano di sentirsi solo, rifiutato, consderato, non amato, voluto da nessuno. Madre Teresa ricercava proprio queste persone: bambini abbandonati dentro i bidoni dei rifiuti, anziani che cercavano qualcosa da mangiare nelle discariche, giovani stremati dalla droga e dall’alcool. Le cercava per stare loro accanto. E’ la santa dei non-voluti, la santa dei rifiutati.

"Madre Teresa ha, in qualche modo, globalizzato i più poveri della terra, perché potessero sperimentare l’amore e la compassione di Dio e crescere nella dignità di persone umane", ha affermato l’arcivescovo di Kalkata, mons. Lucas Sirkar.


Alla sua tomba, un pellegrinaggio continuo di gente rende omaggio alla piccola donna albanese più famosa dell’India. Tanti commentano commossi: "Qui c’è pace; si sente la presenza della pace. E’ così diverso dal resto del mondo!".


Nel 5° anniversario della sua morte, un’inchiesta fatta in India con oltre 50mila risposte, ha indicato madre Teresa al primo posto tra i primi dieci indiani preferiti, davanti al grande statista Nehru e al ricco industriale Tata. Chi ha votato di più madre Teresa sono stati i giovani e i giovanissimi.


La Congregazione per la causa dei santi, il 24 settembre scorso, ha proclamato "eroiche" le virtù di madre Teresa. Questo è il primo requisito per la beatificazione. Il primo ottobre è stato riconosciuto anche il miracolo attribuito alla suora. E’ probabile che madre Teresa venga proclamata "beata" già nei primi mesi del 2003.

 



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 5948.08 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Ottobre 2014
A Leone XIII, il pontefice che alla fine dell’Ottocento aveva dato un grande impulso alla propagazione della fede nel continente asiatico, i fon…
Edizione di Agosto/settembre 2022
LA PAROLA Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò in casa sua. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la…
Edizione di Ottobre 2021
Nell'attuale quadro economico-sociale, che registra grandi criticità causate dalla pandemia in corso, l'alleanza tra cultura e salute appare sempre p…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito