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Usiamo in tante circostanze la parola "ritornare": ritornare dal lavoro o dalle vacanze, ritornare indietro nel tempo ricordando il passato, e così via... Ma non ho mai riflettuto così tanto su questa parola come adesso, perché per me ha avuto un significato tutto speciale e con un sapore particolare.

Siamo i genitori di Elena Conforto, saveriana da sette anni in Brasile, nella periferia di San Paolo. Lavora nella pastorale giovanile, a contatto con situazioni di forte degrado, aiutando gli emarginati e gli esclusi. Tutto ciò è molto bello. Siamo fieri che il Signore abbia voluto benedire con questa chiamata la nostra famiglia.

Anche la "nube islandese"...

Ogni giorno lo ringraziamo per il grande dono che ci ha fatto. Certo non è stato tutto così semplice per noi. La sofferenza della lontananza alcune volte riempie il nostro cuore e così ci abbandoniamo nelle braccia del Signore mettendo nelle sue mani tutta la nostra debolezza.

Dopo quattro anni, ecco che Elena è ritornata a casa per un periodo di riposo. Quando ci ha comunicato la notizia del suo rientro, la gioia è stata grande. Abbiamo preparato la sua camera, pronti ad accoglierla con trepidazione e calore. Più si avvicinava il giorno del ritorno e più l'ansia aumentava.

Ma a sconvolgere i nostri piani ci ha pensato la nube islandese che l'ha bloccata a San Paolo per altri dieci giorni. Poi, finalmente, eccola ritornare a casa. Elena ha portato una ventata di gioventù. La nostra casa è stata spesso visitata da amici e conoscenti che si sono fatti vicini a Elena in questo cammino, accompagnandola e sostenendola.

Il nostro piccolo "sì"

I giorni sembravano passare troppo in fretta. Abbiamo trascorso una settimana in montagna dove, per tanti anni, quando l'età per noi era più verde, abbiamo condiviso tante belle salite, zaino in spalle, su fino anche a tremila metri, da dove si poteva godere un panorama mozzafiato con lo Stelvio, il Cevedale e il Bernina.

Tutto molto bello, ma... in fondo al cuore spesso aleggiava la fatidica parola ritornare. Elena è sì ritornata a casa, ma si avvicinava anche la data del suo ritorno in Brasile. Cercavamo di godere ogni piccolo momento, senza perdere nessuna occasione di gioia, condividendo tutto il più possibile. Dopo due mesi di permanenza con noi, ecco che Elena è ritornata tra i suoi giovani.

Certo per noi questo ritorno non è stato indenne. Siamo tornati... a rimetterci nelle braccia del Signore.

Non che con Elena a casa ci fossimo dimenticati di lui, anzi, lo ringraziavamo sempre per i momenti di gioia trascorsi insieme. Ora gli chiediamo di aiutarci perché ancora ci dia la forza per ribadire il nostro piccolo "sì" alla chiamata di Elena.



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