Sulle strade fangose del Camerun
Sono partito per Baye con suor Maria Teresa: voleva conoscere questa comunità decentrata rispetto alla nostra missione di Bafoussam. Le suore di sant'Anna qui hanno una scuola materna e primaria bilingue (francese-inglese), e si dedicano soprattutto all'attività di insegnamento.
Nel periodo delle piogge la strada è particolarmente brutta, ma abbiamo una macchina robusta. Prima di Baye c'è un piccolo villaggio, abitato da anglofoni, provenienti dalla regione ovest del Camerun, un tempo attaccata alla Nigeria. Le nostre suore sono anche loro in gran parte originarie di questa regione, e suor Maria Teresa era interessata a conoscere il villaggio.
Messa al villaggio anglofono
Dopo un po' di chilometri, tra continui scossoni per la condizione della strada, arriviamo a destinazione. Da poco tempo abbiamo cominciato a interessarci di questo gruppo di anglofoni, ma i cattolici sono ancora un piccolo numero, mentre gli altri sono protestanti. Abbiamo celebrato la Messa in una scuoletta privata, che aveva due sole aule, mentre la suora traduceva e invitava al canto. Alla fine, lei stessa si è impegnata a tornare per visitare tutte le famiglie cattoliche e per incoraggiarle a unirsi alla comunità.
Riprendiamo il cammino, ma dopo poco siamo costretti a lasciare la macchina perché la strada attraversava una vallata piena d'acqua con piccoli ponti su cui non si può passare in automobile. Questa vallata è molto fertile e la gente riesce a coltivarvi i legumi anche nella stagione secca. La sera precedente aveva piovuto molto e il sentiero era fangoso e scivoloso. Non siamo arrivati indenni..., ma poco male.
Le relazioni umane sono importanti
A Baye ci accolgono festanti. La comunità è numerosa e la celebrazione è più solenne. Era la prima volta che una suora arrivava fin qui. Perciò è soprattutto lei che hanno voluto accogliere e lei non ha perso l'occasione di esortarli a preparare i loro figli affinché possano presto diventare responsabili, come catechisti e anche come preti e suore. Terminata la Messa, dopo aver ascoltato i responsabili e aver consumato un modico pasto, ci siamo preparati al ritorno.
In passato, il missionario si fermava anche una settimana e aveva modo di organizzare tutta l'attività della comunità di villaggio. Oggi preferiamo rientrare in giornata, per tornare in altre occasioni. Ma la visita rischia in realtà di essere a volte troppo rapida, perché le relazioni umane richiedono tempo e sono molto importanti. Questa è stata una delle nostre giornate di vita missionaria "ordinaria".
Vedendo la gioia di coloro che ci accolgono, comprendiamo che la nostra presenza è considerata preziosa e questo ci basta.








