Sud/Nord Notizie: Uganda, Congo, Mozambico, Migrazioni
UGANDA: Aids in calo
Il presidente degli Stati Uniti ha concluso il suo primo viaggio in Africa. In Uganda, penultima tappa del giro, visitando una clinica per malati di Aids, ha detto: "Affrontando l'Aids con decisione, l'Uganda ha regalato speranza all'Africa intera". Il presidente ha promesso 3 miliardi di dollari, per cinque anni, ai paesi che dimostrano di "saper spendere bene i soldi" nella lotta contro l'Aids.
L'Uganda è l'unico paese africano in cui i sieropositivi sono in calo.
CONGO RD: si pensa al futuro del paese
Venticinque rappresentanti la società civile e le chiese del Congo orientale si sono riuniti, nel luglio scorso a Bukavu, per riflettere sulla situazione e sul futuro della nazione. L'incontro è stato organizzato dalla Misereor, l'organizzazione cattolica tedesca impegnata nei progetti di sviluppo dei paesi poveri.
Nel comunicato finale, i partecipanti hanno richiamato l'attenzione sulla situazione drammatica della società civile e hanno espresso le esigenze prioritarie per ricostruire la nazione, completamente distrutta.
Dal 1998 ad oggi, la guerra ha fatto più di quattro milioni di morti e vari milioni di sfollati e profughi. E' accertata la presenza di milizie armate del Rwanda, Burundi e Uganda, mentre la forza internazionale guidata dalla Francia si limita praticamente a guardare.
"E' urgente che la guerra finisca. E' ora di mettere in pratica gli accordi politici firmati dalle parti in conflitto". Per attuare questo obiettivo è necessario che Il ruolo della missione dell'Onu in Congo (Monuc) passi tra una missione di osservazione a una vera missione per il mantenimento della pace; che tutte le milizie straniere, spesso camuffate sotto altra forma, ritornino a casa propria; che si dia inizio alla ricostruzione e alla riabilitazione della nazione, garantendo la sicurezza dei cittadini.
MOZAMBICO: contro l'Aids Sant'Egidio
In Mozambico, la comunità di Sant'Egidio ha dato il via a un progetto per curare l'Aids nel paese. Il progetto potrebbe diventare un esempio da estendere a tutti i paesi d'Africa, colpiti da questa piaga. Si calcola che, nel continente, gli infetti siano 30 milioni e si teme che possano diventare il doppio entro il 2010.
La difficoltà sta nella mancanza di fondi dei paesi colpiti e nella politica delle multinazionali farmaceutiche che controllano i brevetti sui farmaci, rendendoli costosi e inaccessibili ai paesi poveri.
Il progetto della Sant'Egidio consiste proprio in questo: rendere accessibili le cure, diffondendo, anche in Africa, la terapia antiretrovirale. In un anno, sono sotto cura 2.000 persone; si punta a 30.000 persone nei prossimi quattro anni. Il progetto sta generando nuova speranza nella popolazione, che inizia a chiedere di essere sottoposta ai test preventivi. Questa pratica riduce il rischio di diffusione del contagio.
La speranza dei promotori dell'iniziativa: "Con questo nostro progetto vogliamo dire al mondo che l'Hiv, se curata, non è una sentenza di morte per l'Africa. Questa è la nuova guerra che Sant'Egidio vuole vincere nel terzo millennio".
MIGRAZIONI: 2° rapporto mondiale
L'Organizzazione internazionale per le migrazioni ha presentato il secondo Rapporto sul fenomeno migratorio; il primo era di tre anni prima.
Il divario sempre maggiore nel livello di vita dei paesi ricchi e dei paesi poveri da una parte, la liberalizzazione del commercio e delle finanze dall'altra, sono alla base della tendenza migratoria attuale. Nel mondo, sono circa 175 milioni le persone costrette a vivere fuori del proprio paese, nella speranza di trovare un futuro migliore. La stragrande maggioranza dei migranti si dirige verso quei paesi che offrono migliori condizioni di vita.
Molto spesso, sono gli stessi paesi ricchi a mettere in moto meccanismi, più o meno legali e trasparenti, per supplire ai buchi nella forza di lavoro, sia per mancanza di giovani sia per il rifiuto di fare lavori ritenuti più pesanti e meno dignitosi. In Africa, ad esempio, le persone in età lavorativa aumentano ogni anno del 3 per cento; in Europa diminuiscono del 2 per cento.
A causa di questi complessi fattori, sarà difficile fermare le migrazioni, né basteranno leggi o controlli più severi. Dai dati forniti dal Rapporto, emerge che nell'Unione Europea i cittadini stranieri regolari sono il 5 per cento della popolazione.
L'immigrazione clandestina non è tale da cambiare di molto la situazione numerica complessiva. Cambia invece la situazione umana dei migranti clandestini, che diventano vittime del lavoro servile o della malavita. Il traffico di clandestini è un affare che ogni anno genera miliardi di dollari di guadagno. Afferma lo scalabriniano padre Graziano Battistella: "La tolleranza zero andrebbe applicata, prima di tutto, contro chi lede i diritti delle persone migranti".
Si noti che, all'inizio di luglio, è entrata in vigore la Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e delle loro famiglie. Adottata dall'Onu nel 1990, la Convenzione ha fatto fatica a ottenere il numero di ratifiche necessarie per entrare in vigore. Tra i 22 stati che hanno ratificato, mancano tutti i maggiori paesi meta di immigrazione. L'unico stato europeo aderente è la Bosnia Erzegovina.








