Sud/Nord Notizie: Congo, Liberia, Burundi, Ciad, Bangladesh, Brasile
Notevoli progressi
Congo: slitta il referendum. Il voto per l’atteso referendum costituzionale congolese è slittato dal 28 novembre al 18 dicembre. Questo è un appuntamento importante e servirà come test per tutte le altre elezioni, soprattutto quelle politiche nazionali, fissate per il 30 giugno 2006. È attesa, inoltre, l’approvazione di una legge elettorale, ultimo passo prima dello svolgimento del voto del 2006. La transizione post-bellica è lunga e faticosa, con ostacoli e imprevisti. Ma il popolo congolese desidera fortemente di vivere in pace.
- Liberia: si va al ballottaggio. Come previsto, sono la signora Ellen Johnson Sirleaf e l’ex-calciatore George Weah a partecipare al secondo turno delle elezioni presidenziali in Liberia. I liberiani hanno dimostrato unità e fiducia nel “processo democratico”, anche se non mancano le ombre. “Le elezioni - ha commentato un missionario - sono un fatto positivo, ma le condizioni con cui si è arrivati al voto devono far pensare: nessuna città della Liberia, neanche la capitale Monrovia, ha ancora la corrente elettrica o l’acqua. La luce è fornita ancora dai gruppi elettrogeni e l’acqua è procurata dalle donne che vanno ai pozzi o dai camion che la distribuiscono. Le scuole funzionano per l’impegno dei missionari che suppliscono alle mancanze dello Stato. Il mercato del lavoro non esiste semplicemente, perché non c’è lavoro”.
- Burundi: vince la pace. Il premio “Africa per la pace” è stato assegnato quest’anno “ai cittadini del Burundi. Un riconoscimento agli sforzi di pacificazione per mettere fine a 12 anni di guerra civile”. Lo ha deciso il Centro per la soluzione costruttiva dei conflitti di Johannesburg, in Sudafrica. Il maggior merito dei burundesi, ha spiegato il direttore del Centro, Vasu Gounden, “è stata la condotta pacifica delle elezioni del 2005, che hanno portato a un nuovo presidente democraticamente eletto e che collocano il Paese sulla via della trasformazione verso la normalità”.
Non fanno onore
- Corruzione in Ciad e Bangladesh. Secondo il rapporto annuale di Transparency International, l’organizzazione di Berlino sulla “trasparenza”, Ciad e Bangladesh sono i Paesi più corrotti al mondo. “La corruzione è la principale causa della povertà, una barriera che impedisce di superarla. I due fenomeni si alimentano l’un l’altro, stringendo le popolazioni nel cerchio della miseria”. Il rapporto sostiene che anche “i Paesi ricchi devono assumersi le proprie responsabilità investigando e perseguendo le aziende pubbliche o private sospettate di corruzione”.
- Meno guerra, più terrorismo? Secondo uno studio recente sulla situazione internazionale, dalla fine della guerra fredda sarebbero diminuiti i conflitti nel mondo e aumentati gli attacchi terroristici. Queste conclusioni sono perlomeno discutibili se si pensa che molte guerre continuano, nonostante periodi di breve interruzione dovuti a fragili tregue. D’altra parte, è vero che il terrorismo internazionale sta trovando nuovi terreni d’espansione e si sta allargando a macchia d’olio. Non ultimi sono gli episodi di violenza che a fine ottobre hanno riguardato l’India, dove una serie di attentati hanno causato numerosi morti e feriti. Anche il Bangladesh è stato teatro di numerosi attentati dinamitardi, nel contesto della lotta tra forze al governo e forze d’opposizione.
- Brasile: referendum bocciato. Nonostante l’impegno in prima persona del presidente Lula, il referendum sulla proibizione della vendita di armi in Brasile del 23 ottobre scorso è stato bocciato con il 64% dei no. I brasiliani, dunque, hanno votato a favore del commercio delle armi. Il Brasile ha uno dei più alti tassi di omicidi al mondo dovuti anche alla grande quantità di armi in circolazione. Il risultato del referendum è clamoroso perché a favore della proibizione si erano schierati, oltre al governo, i massimi esponenti religiosi (cattolici, evangelici ed ebrei) e molte organizzazioni sociali. Ma la sfiducia nelle istituzioni, il ruolo sempre più violento di una polizia in gran parte corrotta e l’avanzare della delinquenza, hanno contato più degli appelli al disarmo.
- I grandi non pagano. Per convincere i potenti, gli artisti del Live8 avevano suonato una notte intera a inizio luglio e i leader del G8 avevano dichiarato che avrebbero cancellato circa 50 miliardi di dollari di debiti a 38 Paesi poveri. Non è così, perché l’accordo non c’è. Si continua a discutere su chi deve farsi carico della fattura di un debito condonato al momento solo a parole. Nell’attesa di nuove intese tra i grandi, i 38 Paesi poveri continuano a pagare il loro debito “cancellato”.
Una curiosità
- Topi “sminatori”. Sarà una miriade di topolini addestrati in Tanzania a effettuare le operazioni di sminamento nella regione dei Grandi Laghi. S’intende usare il particolare olfatto di questi animali per individuare mine inesplose. Il piano dovrebbe durare tre anni e costerebbe 10 milioni di dollari. Al termine del “lavoro” i topolini sono ricompensati con pezzetti di banana. Attualmente, questi mammiferi sono utilizzati in Mozambico, uno dei paesi con il maggior numero di ordigni anti-uomo al mondo. Si spera che, per togliere le mine, non si provochi un’infestazione di topi in Paesi che hanno già molti altri problemi.
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