Sud/Nord Notizie: Congo, bombe cluster, F35, Belo Monte, Ciad
Mosse di pace
Congo Rd: un milione di firme. Una petizione firmata da un milione di congolesi per dire "no" alla guerra nell'est del Paese è stata consegnata all'Onu da una delegazione di capi religiosi e civili. Hanno auspicato che la pressione nei confronti del Ruanda non si fermi fin quando "non saranno adottate sanzioni esemplari" dal Consiglio di sicurezza. L'iniziativa interreligiosa è stata ideata per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla strategia di destabilizzazione messa in atto dai ribelli, come il "Movimento del 23 marzo", sostenuti da potenti interessi esterni per sfruttare illegalmente le risorse minerarie. Esistono prove a carico di Kigali, accusata di fornire aiuti ai nuovi ribelli.
• Congo Rd / 2: marcia della speranza. Si è svolta il 1° agosto nelle 47 diocesi congolesi la "marcia della speranza", nell'ambito delle iniziative per opporsi alla cosiddetta "balcanizzazione" del Congo. Ogni delegazione parrocchiale portava uno striscione con lo stesso messaggio: "No al saccheggio delle nostre risorse". I partecipanti hanno affidato il Paese, e in particolare la sua parte orientale, all'intercessione della Vergine Maria e hanno lanciato "un caloroso appello" alla conversione del Ruanda e dei suoi dirigenti affinché "riscoprano fratelli da amare e non da aggredire".
Battaglie mai vane!
• Bombe cluster: fine vicina? Sono stati compiuti progressi significativi per un mondo più libero dalle bombe cluster (a grappolo). Lo sottolinea il rapporto 2012 pubblicato da cinque organizzazioni internazionali impegnate nel disarmo. Nel 2011 anche l'Italia ha ratificato la Convenzione di Oslo contro le cluster, ma da due anni è ferma la proposta di legge che proibisce il supporto finanziario a banche e aziende estere coinvolte nella produzione.
• Caccia F35 nel mirino... I rappresentanti di varie associazioni, tra cui "Tavola della Pace", hanno simbolicamente consegnato al governo 75mila firme di cittadini che vorrebbero la cancellazione del programma di acquisto e gestione di 90 cacciabombardieri F35, che costa diversi miliardi di euro.
• Belo Monte: ripresi i lavori. Il presidente del Supremo tribunale federale del Brasile, Carlos Ayres Britto, ha autorizzato la ripresa dei lavori della controversa centrale idroelettrica di Belo Monte, nel Pará, in Amazzonia. Secondo le motivazioni della sentenza, cancellare il progetto comporterebbe un "danno irreparabile" alla politica energetica nazionale. Il rischio per la sopravvivenza delle comunità native, invece, non è stato preso in considerazione...
• Ciad: senza pioggia. La stagione delle piogge si fa sempre più corta e irregolare; i cambiamenti climatici stanno accelerando il processo di desertificazione e moltiplicano le tensioni sociali. Il Ciad si è "ristretto" e la competizione per lo spazio utile è diventata dura.
Su una popolazione complessiva di 11 milioni di persone, i bambini che rischiano di morire di fame sono 127 mila. Gli aiuti alimentari servono a ridurre i danni dell'emergenza, ma non possono compensare la domanda di acqua, cibo, suolo fertile. Servono interventi strutturali dei governi e azioni di riequilibrio ambientale.
• Nepal: povertà diffusa. Il governo del Nepal sta lavorando a un programma per combattere la povertà nel Paese. Le autorità consegneranno una "carta" per acquistare generi alimentari a chi non ha cibo a sufficienza. Gli esperti ritengono che circa un quarto della popolazione nepalese sia classificata come "estremamente povera". Il Nepal è uno dei paesi più poveri del mondo e per far fronte alla situazione riceve aiuti umanitari da parte di diversi organismi internazionali. Secondo le stime della Banca Mondiale, circa la metà dei nepalesi, 30 milioni di abitanti, vivono al di sotto della soglia della povertà.








