Sud/Nord Notizie
Diritti calpestati
Bangladesh: il crollo del Rana Plaza. Reshmi è il simbolo del crollo del Rana Plaza, edificio di otto piani nella zona industriale di Dhaka. È stata estratta viva a 17 giorni dalla tragedia, il cui bilancio ha superato le mille vittime. Secondo alcuni, all'interno del complesso che ospitava negozi, laboratori e banche, c'erano seimila persone.
Mons. D'Rozario, arcivescovo di Dhaka, ha dichiarato: "la corruzione ha fatto sì che oltre il 90% degli edifici in Bangladesh non sia costruito rispettando le regole". Un altro aspetto è la responsabilità dell'industria occidentale dell'abbigliamento che non si preoccupa dei diritti dei lavoratori, spesso costretti a lavorare senza le condizioni minime di sicurezza.
• Il forum dei popoli indigeni. Paul Kanyinke Sena, avvocato kenyano, è il nuovo presidente del Forum permanente dell'Onu sulle questioni indigene. Primo africano a presiedere il Forum, Sena ha denunciato gli abusi patiti dai nativi del suo continente, analoghi a quelli sofferti in altre regioni del mondo: allontanamenti forzati dai territori, perdita delle terre, invasione delle aziende attratte dallo sfruttamento delle risorse naturali. "È tempo - ha detto - che i principi della Dichiarazione dell'Onu sui diritti dei popoli indigeni si traducano in realtà".
• Camerun: accusa di corruzione. Il ricorso a metodi "intimidatori" e alla "corruzione" per l'acquisto di terreni agricoli nel sud-ovest del paese da destinare alla cultura di olio di palma è l'accusa rivolta dal ministero delle Foreste del Camerun alla società americana ‘Herakles Farms' e alla sua filiale camerunese. Migliaia di ettari di terre sono stati comprati senza che la popolazione locale sia stata informata sulle conseguenze delle attività della società agro-alimentare: spostamenti forzati e mancato accesso alle risorse della foresta. Il caso Herakles è emblematico del fenomeno sempre più diffuso dell'accaparramento delle terre, a scapito dello sviluppo sostenibile e della tutela dei diritti umani.
• Congo RD: crimini contro l'umanità. Un rapporto delle Nazioni Unite accusa ribelli e soldati congolesi di crimini di guerra e contro l'umanità nell'est del Congo. Entrambe le parti hanno attaccato la popolazione sistematicamente e con violenza estrema che hanno colpito in particolare donne e ragazze. Accuse arrivano anche ai caschi blu dell'Onu che non sono stati in grado di gestire la situazione. Molti congolesi si stanno rifugiando in Uganda per evitare di essere reclutati dai ribelli, mentre alle porte di Goma si combatte ancora.
Sentenze discutibili
• Suor Dorothy: annullata condanna. Il Supremo tribunale federale (Stf) del Brasile ha annullato il giudizio a carico di Bida, ritenuto uno dei mandanti dell'uccisione di suor Dorothy Stang e condannato nel 2010 a 30 anni di carcere. Secondo la corte, la difesa non ebbe tempo sufficiente a garantire adeguata tutela legale a Bida. Per la Commissione pastorale della terra è "una manovra orchestrata dagli avvocati del latifondista per impedire lo svolgimento del processo; ciò aumenta solo la sfiducia della società nei confronti del potere giudiziario e rinforza lo scenario di impunità che prevale sui crimini contro i lavoratori rurali".
• Guatemala: Ríos Montt assolto. La corte costituzionale ha annullato la storica condanna a 80 anni di carcere per genocidio e crimini contro l'umanità inflitta il 10 maggio all'ex dittatore José Efraín Ríos Montt. La decisione è basata su uno dei ricorsi presentati dalla difesa del generale a riposo. Il regime di Ríos Montt, 86 anni, è durato poco più di un anno (1982-1983) e fu tra i più sanguinosi della guerra. Secondo una Commissione della Verità, sostenuta dalle Nazioni Unite, furono commessi in media 800 omicidi al giorno.








