Storie di una calda estate
Da: p. MARIO, p. EMANUELE - Per dire qualche grazie a tanti amici...
Il caldo di quest’estate è stato alleviato dalla frescura dei colli marchigiani. Così, pochi reduci della nostra comunità hanno deciso di non lasciare le amate Marche. Nel mese di luglio, l’assenza di p. Matteazzi, dei suoi novizi e la recente partenza dell’economo p. Raffaele, hanno ridotto all’osso la nostra comunità. Ma c’è qualcuno che non si è arreso, anzi ha continuato a tener testa ai numerosi impegni.
Benedizioni... scivolose
In questo periodo le giornate missionarie “assediano” le nostre domeniche. Dobbiamo dire un grosso grazie a p. Aldo, che più di tutti si prodiga per coprire le tante richieste di ministero. Padre Narciso si è ormai quasi del tutto rimesso, dopo il famoso incidente sul lavoro: scivolando sulle scale di una casa che aveva appena benedetto, si è lussato due dita della mano. Ha fatto spaventare tutti, preoccupati soprattutto che le sue benedizioni avessero questo infausto effetto. Ma adesso, dopo cure e terapie amorose, ha ripreso a pieno regime le attività di ministero, insieme ai servizi in casa.
Nel frattempo, p. Piermario aumenta il ritmo del suo lavoro principale: l’insegnamento dell’italiano. In questo periodo - un po’ per l’estate, un po’ per il mare - molti vengono a studiare italiano qui da noi. E lui, che in spiaggia non ci va, li aiuta ad apprendere la lingua.
Padre Piergiorgio presiede, in assenza del superiore, l’andamento della comunità e, “a bassa voce”, inizia a prendere in mano l’economia che p. Raffaele ha lasciato per “fuggire” in Amazzonia.
Gli animali di p. Raffaele
Da un anno vi abbiamo annunciato l’imminente partenza di p. Raffaele per la missione. Ma solo il 20 giugno scorso è riuscito a partire. È stato davvero complicato. Tutto sembrava voler fermare il suo ritorno in Brasile. Un problema burocratico ha richiesto mesi di lavoro per essere risolto. Anche l’aereo, che aveva prenotato all’ultimo momento, è saltato e lui ha dovuto trovare un altro volo. Adesso però si trova a Belém, dove l’unica cosa che rimpiange è la torta salata delle Marche.
La sua partenza ha lasciato un vuoto non solo nei nostri cuori, ma anche nei mille lavori che portava avanti: orto, galline, conigli e piccioni. Ora fatichiamo a seguire tutti questi... animali domestici! Per fortuna c’è p. Nando, che ci tiene allegri con la sua musica e i canti.
Tanti amici ci aiutano
Malgrado un po’ di fatica nella gestione della nuova situazione della comunità, siamo grati al Signore perché la nostra piccola famiglia non è sola. Tante persone ci stanno vicine e ci aiutano con tanti servizi. Approfittiamo di questo spazio per dire il nostro grazie ad alcuni amici.
Diego, l’unico che conosce le cose che sapeva e faceva p. Raffaele, è un vero amico tuttofare. Suo papà, Fabio, è sempre pronto per i lavori sporchi, come tirare il collo alle galline o ammazzare i conigli. Poi c’è la coppia più pazza del mondo: Giuseppe e Imelda, i nostri infermieri, quelli che scarrozzano Nando, Narci e Piergiorgio per le visite o le cure all’ospedale. Infine, dobbiamo ringraziare Luciano e Anna sua moglie, che ci aiutano nell’economia di casa. Insieme a p. Piergiorgio, stanno cercando di mettere ordine tra le scartoffie e le cartelle di p. Raffaele, che sicuramente amava più l’orto dell’ufficio.
C’è posto per tutti
La lista dovrebbe continuare. Forse qualcun altro ha voglia di allungarla. Non abbiate paura: c’è posto per tutti! Se avete voglia di dare una mano, di tagliare un po’ d’erba, zappare il campo o fare tanti piccoli lavoretti di casa, siamo sempre disposti... a farci aiutare.
Questo scritto non è molto teologico o spirituale, ma è un modo simpatico per farvi partecipi delle piccole cose di vita quotidiana, che avvengono in una comunità di missionari.
Un abbraccio, nella preghiera.








