Skip to main content
Condividi su

Carissimi, ho tardato a comunicarvi il mio arrivo in Sierra Leone; eppure la comunità saveriana di Vicenza mi è cara per tante ragioni; una in particolare: la presenza di p. Rabito con cui ho speso qui in Sierra Leone a Binkolo molti anni di intensa attività missionaria. Sono stato con voi qualche giorno a Vicenza prima del mio ritorno in missione, proprio durante la grande esposizione dei presepi da tutto il mondo. Ho ammirato il grande lavoro di preparazione.

In aereo con i volontari

La notte del 7 gennaio sono finalmente arrivato in Sierra Leone: il clima umido dei tropici mi ha avvolto con il suo caldo abbraccio. Attorno, vedo ovunque avvisi di come comportarsi, i segni dell’Ebola per riconoscere la malattia; contenitori d’acqua con cloro per lavarsi le mani… E subito il controllo della temperatura corporea con il termometro a distanza, tutti in fila ben ordinati, senza toccarsi: una delle regole per combattere Ebola.

L’aereo su cui ho viaggiato era pieno, quasi tutti giovani. Erano volontari - europei per lo più - venuti a dare una mano per l’emergenza. Ciò che avevo capito, mi è stato confermato dai minibus e auto di Medici senza frontiere ed Emergency, fuori dell’aeroporto. Ho pensato subito ai giovani di Genova e Parma, che spalavano il fango dopo alluvioni e straripamenti: anche questi seguivano lo stesso impulso, magari senza aver mai letto il vangelo.

Ebola, parola “magica”

Alla mia età (75 anni) posso aiutare poco in questa emergenza; ma la presenza del missionario è vista come una benedizione. È sempre pronto a pregare per loro e con loro, a dare un consiglio, a esortare alla speranza o anche a far passare nelle loro mani qualche aiuto economico, grazie a​lla generosità di amici

I bambini subito sono venuti a stringersi a me, dimenticando l’ordine di non toccarsi. Ho​ dovuto dire: “Ebola, Ebola!”, e sono rimasti fermi. È una parola “magica” in questi giorni.

Ora il virus attacca meno: ci sono cinque letti per ogni malato di Ebola; perciò è tempo di pensare agli orfani (la fascia dell’età infantile è stata meno colpita), aiutare con fondi a riprendere le solite attività (piccoli mercati, agricoltura, falegnameria), far circolare ancora i mezzi di sussistenza. Con la Legio Mariae e la S. Vincenzo aiutiamo molti che ci vengono segnalati.

L’impegno della preghiera

A voi il Signore chiede pregare per ringraziarlo, perché sta allontanando questo flagello, e per supplicare che mandi molti ad annunciare la salvezza.

A me il Signore chiede di convincere che ci dobbiamo sempre aiutare l’un l’altro, come buoni samaritani sull’esempio di Cristo Salvatore.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 2318.45 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Giugno 2007
Perché la chiesa e la società crescano Perché la chiesa di Makeni possa crescere e mostrare il volto africano di Cristo, al sinodo diocesano abbiamo…
Edizione di Ottobre 2020
Due studenti di Teologia di Parma, per tutto il mese di luglio, sono stati nella casa saveriana di Vicenza: un congolese e un indonesiano. I loro nom…
Edizione di Settembre 2007
Il 3 giugno c’è stato l’avvenimento più importante dell’anno per la comunità saveriana della Romagna: la benedizione della statua del beato Conforti…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito