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Solidarietà e volontariato missionario

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Noi missionari siamo spesso classificati come campioni di solidarietà e di volontariato. È diventato comune sentir parlare e discutere, in varie sedi, di questi movimenti, nati in ambito cattolico e ora assunti e copiati in ambito laico. Sarebbe interessante analizzare il concetto di solidarietà in prospetti va antropologica, sociologica ed etica, ma non è questo il luogo.

La solidarietà non è soltanto denuncia delle strutture di peccato e di male presenti nel mondo e volontà di costruirne di nuove che rispettino la dignità dell'uomo; neppure la si deve confondere con l'efficienza, guidata in campo economico da logiche oggettive e impersonali; deve essere finalizzata allo sviluppo della persona e dell'intera famiglia degli uomini.

Sotto accusa oggi è il modello di sviluppo centrato esclusivamente sugli aspetti quantitativi, disattento alle esigenze di qualità di vita dell'uomo. Si deve rilevare soprattutto che la solidarietà, attendendo alla persona e alla sua dignità, si identifica con la gratuità, anche nel caso di un volontariato qualificato professionalmente.

Il volontariato pagato non è più volontariato: lo si chiami con un altro nome. La solidarietà cristiana si distingue dalla definizione sopradescritta sia per l'origine sia per le motivazioni che la dirigono. Affonda le radici nel mistero trinitario, nella stessa natura di Dio solidale nelle e con le Tre Persone, di un Dio che vive in comunione di Persone, le quali si costituiscono nel reciproco donarsi; ha origine nella solidarietà di Dio con l'uomo nella lotta contro il male e l'ingiustizia.

La rivelazione definitiva della solidarietà di Dio con l'uomo avviene nel mistero dell'incarnazione: condividendo la condizione umana, Dio mostra quale amore abbia per l'uomo e come abbia voluto condividere con lui la situazione di debolezza.

Dio ha bisogno della solidarietà dell'uomo per salvarlo. Se Dio, nella sua solidarietà con l'uomo, al dire di Bonheuffer, è "essere-per-gli-altri", anche l'uomo deve "essere-per-gli-altri" con i suoi fratelli. Egli reso partecipe dell'esperienza dell'amore di Cristo, deve trasferire nei rapporti con gli altri uomini il senso e la logica di quella esperienza e trasfondere l'esperienza del salvato e amato da Dio nei suoi fratelli. Questa è solidarietà missionaria.



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