Sierra Leone e Saveriani da 75 anni
In un’intervista, il compianto mons. Biguzzi, vescovo saveriano in Sierra Leone, diceva: “La Chiesa cattolica è sempre stata compatta a fianco della povera gente. Ha pagato un prezzo altissimo. Diversi catechisti hanno perso la vita per essere rimasti sul posto; i missionari hanno mostrato un vero amore per la gente fino al martirio. Ricordiamo quattro suore di Madre Teresa di Calcutta, due missionari irlandesi, un medico olandese. Sono stati fatti prigionieri l’arcivescovo di Freetown, sette sorelle saveriane per due mesi, alcuni padri giuseppini, alcuni del Fatebenefratelli, una dozzina di Saveriani”.
Se missione è dare la vita allora questa testimonianza è stata offerta al mondo dalla Chiesa della Sierra Leone. Oggi sta ancora curando le ferite, lavorando per la riconciliazione e la pace in modo che gli orrori vissuti non si ripetano. La presenza missionaria è sempre indispensabile e le presenze internazionali e multiculturali di cui gioisce oggi, diventano segni profetici della possibilità di vivere insieme nell’armonia delle differenze.







