Siamo o non siamo embrioni?
A referendum i veri problemi del mondo
Quando riceverete questo giornale, avrete già votato sì - no - scheda bianca, o avrete praticato l’astensione. Esercitando un valido diritto: pronunciarvi a favore o contro; per obbedienza o per motivo di coscienza, o perché non ci avete capito un granché, o semplicemente per non premiare chi fa uso dei referendum per farsi finanziare “la spesa”. Non influenzerò, quindi, l’esito del voto previsto per il 12-13 giugno.
Voto o astensione? Voto sì o voto no? Quanti sì e quanti no? E dopo, cosa succederà? Ma in fondo, su cosa si vota? E poi, ha ancora valore il parere di noi cittadini? E perché non ce l’hanno chiesto il parere, prima della legge 40/2004?... Le domande sono tante e resteranno tali.
Noi missionari viviamo un’esperienza diversa.
In Africa, in America latina, in Asia i genitori procreano con naturalezza (anche troppo?). Desiderano i figli e li amano, come facevano i nostri genitori... di “vecchio stampo”. Noi ci preoccupiamo di come sta l’umanità. E pensiamo che i veri problemi siano di altro tipo. Miliardi di persone non possono acquistare le medicine brevettate e impacchettate ad alto costo. Non hanno medici né ospedali a portata di mano. Muoiono di malnutrizione e per malattie curabili, in un mondo in cui gli sprechi di alimenti e di medicine sono diventati un problema. Impazziscono per traumi di guerra e per paura, fuggendo da un posto all’altro. Muoiono di debiti che non hanno contratto...
Di questi problemi della maggioranza dell’umanità si parla poco, su giornali e Tv; alle Camere e nei Senati. Se ne parla poco anche in chiesa e nelle assemblee dei teologi e dei vescovi. Sui veri problemi del mondo non ci chiedono referendum. Se fanno leggi e firmano trattati, si tratta di buone intenzioni e di belle parole. Restano tali, nel 99 per cento dei casi. Perché poi, tutto dipende dalle strategie politiche e “dal tesoro”, che va dove lo spende... il cuore (cf Matteo 6,21).
Gli slogan echeggiati nel corso del dibattito di questi mesi hanno ben contribuito a confondere le idee e, forse, anche le coscienze. La procreazione di chi? E “l’eterologa” cosa c’entra? E l’amore coniugale dove va a finire? Ma è davvero una questione di ricerca scientifica per il bene comune? Si parla addirittura di “accanimento” per avere un figlio. Ma cosa vuoi accanirti? Non sai che il mistero della vita è ben più grande di me, di te, di tutti noi?
Conosciamo le sofferenze di tante coppie, che si sottopongono all’assistenza per la fecondazione. Quanti pensieri e preghiere; quante speranze e attese; quante spese e delusioni... Alla fine, scelgono di amare e crescere un bambino che altre madri hanno abbandonato. Per loro, tutta la comprensione e l’affetto. Ma quante volte, invece, è il sesso facile a rendere la fecondazione difficile?
Cosa ne dice il vangelo?
Che bello assistere alla nascita di una nuova vita! “Viene alla luce” un figlio, un fratello, una sorella. Accogliere la sorpresa del dono e amarlo prima ancora di aprire il pacco, di conoscerne il contenuto. E quant’è bella la chiesa quando spiega le questioni moderne alla luce del vangelo e invita a seguire il Cristo, maestro di vita e di felicità; ...e ci lascia liberi di votare, da adulti, secondo coscienza.
Siamo tutti stati embrioni; ora siamo figli dell’umanità e, almeno in embrione, figli di Dio. Ma non possiamo restare congelati né diventare macchine per produrre embrioni da congelare per i supermercati della scienza. Dobbiamo affrettarci a rinascere nello Spirito e venire alla luce (cf Giovanni 3, 1-21).








