La frase augurale che mi è stata consegnata dal GAMS (Gruppo Amici dei Saveriani), il giorno della mia ordinazione diaconale, era “Servire: il mio progetto di vita”. Il regalo del grembiule su cui era stampata la frase è stata una bella sorpresa, un gesto insolito, ma carico di significati. Come dice don Tonino Bello, il grembiule, ordinariamente non è articolo da regalo per un novello sacerdote e tanto meno in un’occasione come quella che abbiamo vissuto il giorno della nostra ordinazione. Eppure - ci ricorda don Tonino - è l’unico paramento sacerdotale registrato dal Vangelo. Il vescovo Paganelli ha insistito sul servizio come essenza del nostro ministero. Il gesto del grembiule unito a quelle parole è stato la ciliegina sulla torta. Un gesto che rimarrà impresso nel cuore, che mi ricorderà sempre, me lo auguro, il significato del sì che ho pronunciato, accettando di dedicare la mia vita al servizio dei fratelli e delle sorelle che il Signore mi farà trovare sul mio cammino (Gustave, sx).
Vivere come un servo di Dio è un atteggiamento sulla sua responsabilità nell’essere missionario. Durante l’ordinazione del diaconato, ho ricevuto un grembiule dal GAMS con le parole “servire fino alla morte”. Ho riflettuto sul significato di questa frase. Nel mio cuore c’è una sensibilità e un’apertura alla guida di Dio nella mia vita di servizio. E ci sono due aspetti che mi stimolano a pensare.
Il primo aspetto è un servizio orientato all’anima, ovvero che ama ogni persona affidata da Dio e che diventa un principio di discepolato nella sequela di Gesù. L’orientamento alle persone può essere fatto se serviamo con tutta umiltà. Seguire Dio è pieno di rischi ed incertezze. Sono convinto, però, che servire significa entrare nelle dinamiche degli altri, stare con loro, ascoltarli, essere un tutt’uno con i loro sentimenti e certamente valorizzare ogni anima affidata da Dio.
Il secondo aspetto è la consapevolezza che il servizio appartiene a Dio. Ciò significa che c’è un intervento di Dio in ogni progetto pastorale. Vedo che l’unità interpersonale con Cristo presenta una vita dinamica e piena di gratitudine. Questo è evidente nell’aspetto spirituale che deve essere mantenuto e curato. Perché il desiderio del dono di Dio è la garanzia di un modello di ministero ideale. Per questo, la vocazione al servizio è fondamentalmente l’amore reale di Dio nella mia vita personale, che mi rende capace di inserire e testimoniare l’amore sia nella mia comunità che nella vita sociale (Azist Haryono, sx).








